Si nasce incendiari, si muore pompieri.
Dicevano così, i vecchi, quando ero piccolo e mi agitavo, piccolo rivoluzionario impertinente.
Questo l’inizio di un post che Pasquale Diaferia ha pubblicato qualche tempo fa sul Blog Advertising & Comunicazione.
Ma chi è pasquale Diaferia?
Pasquale Diaderia è un copy. Un copywriter che oggi definiremmo “multitasking” per la versatilità del suo percorso. Infatti Pasquale è un copy, un giornalista, uno scrittore, un professore, un pioniere del digitale…La versatilità è il segreto di ogni copywriter, saper spaziare attraverso le parole e i linguaggi tra vari generi e riuscire a condensare il tutto nell’icasticità del messaggio.
Un copywriter è uno che sostanzialmente sa dipingere con le parole, creare immagini, immediate, risolutive, veloci ma immanenti.
Insomma, non è da poco.
Il minicorso di Copywriting che l’Ilas propone sabato 11 febbraio è dedicato alle idee, alle idee su carta, alle idee che girano e che passano e alle idee che restano. Il workshop è dedicato all’immanenza delle parole ed al loro potere, alla capacità di rimettere in gioco e di cambiare tutto con un segno, un simbolo.
Perché le idee possono essere prorompenti, ma vanno inquadrate, condensate, filtrate, veicolate sul binario giusto per raggiungere il target di riferimento e colpire in pieno centro l’obiettivo.
Insomma, partire incendiari, finire pompieri.
Anche questo è copywriting.
Qui per saperne di più su Pasquale Diaferia.
L’Head line del manifesto è: “Bad water kills more children than war”
Agenzia: Jung von Matt, Svezia
Art Directors: Johan Jäger, Max Larsson von Reybekiel
Copywriters: Magnus Andersson, Fredric Thunholm
Fotografi: Henrik Halvarsson, Marina Kereklidou
La fotografia è lo strumento principale per osservare il mutamento delle nostre aree urbane nel corso dl tempo.È altresì un mezzo di indagine per approfondire un tema delicato come quella della riconversione delle ex aree industriali e della dismissione in genere.L’edizione 2012 di EXAREA vede due importanti novità, la prima legata al tema, che esce dal confine della dismissione industriale allargandosi alle aree dismesse ed abbandonate in genere quindi non strettamente legate alla produzione, alla fabbrica.La seconda novità è la sezione portfolio: raccontare un luogo attraverso una serie di fotografie. Ci sembra interessante vedere dei piccoli progetti fotografici, organizzati in una sequenza di 6/10 foto, che riescano a descrivere la storia ed il fascino di un luogo, la sua anima e la sua vocazione. (testi di Gaetano Paraggio)
Un concorso fotografico aperto a tutti i fotografi italiani e stranieri. Il termine ultimo di invio del materiale è fissato per il 15 marzo 2012. Tutte le info su bando e scheda di partecipazione cliccando su questo link.
In questa intervista apparsa su Digimag si approfondisce il tema della Device Art, “la Device Art è una forma di media art che raggruppa insieme arte, tecnologia, design, intrattenimento e cultura popolare. Altri aspetti distintivi della Device Art sono: un approccio disinibito verso gli strumenti tecnologici, una certa giocosità dei modi espressivi, un approccio multidisciplinare con tendenza all’ibridazione dei generi, il dislocamento dell’identità (del pezzo d’arte)”. Molti punti di interesse con il mestiere di graphic designer, senz’altro sufficienti per innescare la miccia della curiosità.
Lo spot è Superinternet di Telecom Italia – Serie dedicata a Venezia – La colonna sonora è “Love goes down slow” di Raphael Gualazzi.
Nonostante siano stati fatti enormi passi avanti, ancora enormi restano le disuguaglianze di genere. La parità tra uomo e donna in alcuni paesi poi, è praticamente ancora un traguardo da raggiungere, e anche dove invece sembrerebbe ormai affermata, resta qualcosa sotto i nostri occhi a ricordarci che non tutto è stato fatto. POSTER FOR TOMORROW torna per il 2012 con questo tema, per spingerci a guardare oltre le convenzioni e immaginare come potrebbe essere migliore un mondo perfettamente in equilibrio tra uomini e donne, e tutto questo, raccontato in un poster. La deadline è fissata per luglio 2012, i dettagli del contest sul sito ufficiale.
Lo abbiamo detto, e continueremo fino allo sfinimento. Perchè poi il segreto è tutto li. Guardare un lavoro, che sia grafica editoriale, pubblicità stampa, web, multimediale, e trovare che qualcosa sia fuori posto senza capire dov’è il problema equivale precisamente a non aver saputo restare coerenti nel progetto con lo stile, la scelta degli elementi compositivi, le gabbie, gli effetti e tutto il resto. Questo sito web è un esempio di impeccabile coerenza, dalla struttura, al font, alle immagini, ai colori, allo stile.
Ecco un tv commercial di leggera commedia per principiare il 2012 senza musi.
In una delicata favola moderna si narra dell’amicizia e della stima che sempre devono accompagnare un rapporto tra individui. Certo, in questo caso, non si può parlare proprio di due individui visto che il più piccolo, pur dimostrando di avere sentimenti, non può vantare nient’altro di umano oltre la sensazione di solitudine che si ritrova a sperimentare per un trascurabile incidente di percorso.
La morale che se ne trae è che prima di uscire abbandonando la propria postazione sarà utile un ultimo controllo a tutte le proprie dotazioni: portafoglio con documenti in tasca, orologio riallacciato al polso, nodo della cravatta sistemato etc.
Tralasciare un solo elemento anche pur apparentemente secondario può creare una tragedia le cui conseguenze non sono sempre prevedibili.
Ecco a voi, in due tempi, la vicenda in tutta la sua crudezza.
Terribile vero? Non avete sofferto anche voi al fianco dell’umidiccio gommino ciancicato?
Ma vediamo lo sviluppo della faccenda sperando in un colpo di scena.

Dare nuova luce ad un prodotto, una storia, un cibo a cui non va modificato nulla, se non l’interesse del pubblico. Non desti perplessità il fatto che a occuparsi della comunicazione di un prodotto, la pizza napoletana, e il locale che ci gira intorno sia un portoghese, per giunta straordinariamente bravo. Parliamo di Jonathan Faust, che ha lavorato a questo progetto di identità visiva tenendo (giustamente) a mente le passioni dei napoletani, il calcio, il buon cibo, la generosità. Well done!
Succede che si lavori ad un progetto particolarmente complesso e impegnativo di identità visiva, per mesi. Succede che il risultato metta d’accordo tutti, ma proprio tutti. Succede poi che si abbia voglia di condividere il lavoro con il pubblico, documentarne i passaggi più importanti, e non riuscire ad ottenere il risultato immaginato. Può una attenta fotografia valorizzare ulteriormente un ottimo lavoro grafico? Secondo noi si. E queste immagini che vi proponiamo dello studio Hello Monday rappresentano un valido esempio di come andrebbe promosso il nostro lavoro. | via
Ne abbiamo spesso parlato tra le righe di questo blog, della difficoltà di veicolare certi argomenti in materia di salute, sicurezza o ambiente in maniera efficace, in modo cioè da convincere il pubblico a esercitare una azione nella direzione favorevole suggerita dalla campagna. Il viral è certamente uno strumento preziosissimo, che può attraverso i suoi particolari meccanismi, avvantaggiare un certo tipo di comunicazione più aggressiva, più diretta, più centrata. Straordinario il caso di Rednoze, il nebulizzatore per abbassare l’indice alcolemico nel sangue ed eludere i controlli, che ha scatenato una bagarre sui media. Non è altro che la campagna di MODAVI per la sensibilizzazione al problema delle morti causate da guidatori in stato di ebbrezza. Un ottimo lavoro di Kook Artgency, perchè non si limita solo a generare l’effetto shock, ma lo sfrutta per raccontare in una sorta di Fase 2, le conseguenze di un comportamento scellerato, indotto proprio dalla campagna stessa.








