Blog! di Tonino Risuleo
La bibita
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15 marzo 2010

Sarà merito della caffeina -che sicuramente è parte della formula- o della proverbiale fantasia dell’ottimista? Coca-Cola predispone il plot classico del sonnambulo collocandolo però in un contesto extra urbano che poco ha a che fare con il solito “mondo” della frizzante per eccellenza. Niente torme di giovani grunge, niente cartoni irriverenti. A occhi chiusi un ignaro assetato attraversa la savana costeggiando orridi baratri e imbattendosi in fiere e placidi giganti, con la sconsideratezza dell’assente. Il suo obiettivo è lì, nel fridge in fondo alla cucina, e poco importa se tra la meta e il suo passo felpato di ciabatta il rischio è, di continuo, al fianco del deambulante. Ma come scrivono bene le sceneggiature ‘sti americani! E per la musica -per star sicuri- si affidano a un classico: Ravel, con il suo e intramontabile Bolero, contrappunto ideale per un commercial che scivola leggero senza sobbalzi scomodi. Per non disturbare chi ama cullarsi sul bordo dell’oblio.

Cliente: Coca-Cola Company

Agenzia: Wieden & Kennedy, Portland

Direttore creativo: Hal Curtis

Art director/copywriter: Dylan Lee & Patty Fogarty

CdP: Anonymous Content

Regista: Garth Davis Musica: Bolero, Ravel

Montaggio: Kirk Baxter @ Rock Paper Scissors

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