“E improvvisamente mi accorsi di avere una cassetta degli attrezzi. Dentro, fianco a fianco, gli utensili di quell’artigiano della parola che è il copywriter. Il martello, il martelletto, la pinza del 2 e la pinza del 3 e la pinza del 4, le tenaglie, i seghetti, i punteruoli…”
Sono le parole di Emanuele Pirella scelte per raccontare il suo mestiere: quello dell’usatore di parole. Il pittore ha i colori, e il pennello. Armando Testa aveva una matitona grassa con cui tracciava forti segni e Pirella, la penna o la sua macchina da scrivere. Artigiani di altri tempi che hanno inventato un sistema e messo a punto un metodo per chi volesse fare della pubblicità una maniera di esprimersi. Il mestiere è tutto qui, o quasi, analizzare e scegliere toni e chiavi, “pinze” e bilancini. Provate a dare una scorsa alla lista degli attrezzi nella cassetta di Pirella, e provate a immaginarne l’uso migliore per ogni momento in cui vi capiterà di dover mettere assieme immagini e parole. E, nella vostra, di cassetta, non dimenticate di aggiungere un fazzoletto per asciugare il sudore della fatica o una lacrima di ispirazione frustrata. Per salutare un grande copywriter scelgo questo tv commercial, forse meno citato, che ha fatto impazzire d’invidia tanti amici di altre agenzie e insospettito i censori della Rai e di Mediaset che lo hanno trasmesso poco e controvoglia.
Il regista del film è il bravissimo Tarsem e la casa di produzione la BRW&Partners.