Chissà perchè questa collettiva passione per il Pinocchio di Collodi? Forse perché rappresenta il bambino e l’italiano per eccellenza, forse perché ognuno di noi è stato almeno una volta un ‘pinocchio’. Pinocchio da leggere e da immaginare o semplicemente da guardare nelle centinaia d’illustrazioni che nel corso dei decenni ci hanno restituito il burattino, il bambino e tutti gli altri personaggi della storia. Tra il Chiostri dei primi del ‘900 il contemporaneo Mattotti ci possiamo perdere nelle più personali interpretazioni del burattino impertinente. Ma il Pinocchio che amo di più è quello di Rolad Topor, artista eccentrico e poliedrico, grandissimo disegnatore e scrittore visionario vissuto troppo poco e, forse, dimenticato in fretta.
A Pinocchio Topor giunge nei primi anni ‘70 per la strenna di Natale della Olivetti per il 1972. Tra Pinocchio e Roland si instaura immediatamente un rapporto che va ben oltre quello che usualmente intercorre tra ‘illustratore’ e ‘illustrato’. Topor, a domanda precisa, ebbe infatti a dichiarare: “Io l’adoro questo burattino. È l’unico personaggio letterario moderno, attuale, vero, con le sue curiosità, le sue viltà”. Come traspare anche troppo evidentemente dalle sue parole Topor vede Pinocchio in chiave violentemente simbolica e scava all’interno della storia con matita chirurgicamente impietosa. Pinocchio sale a simbolo esemplare della personalità dell’artista che legge e svela la propria vicenda interiore. L’operazione-Pinocchio è un vero e proprio viaggio all’interno della simbologia latente in Collodi, Topor lo compie incidendo il foglio con il suo tratteggio meticolosamente ‘ottocentesco’ e la sua particolare vena triste e corrosiva. E la conclusione, certo inevitabile, è la discesa del burattino in quell’inferno agognato e temuto dall’artista che è il ventre materno.
Un incoscio che Roland aveva esorcizzato ogni giorno della vita con un grande sigaro nella mano sinistra, una matita-bisturi nella destra e una sonora, oceanica, irriverente risata nella grande bocca carnosa e tumida.
Aggiuugo un paio di link:
http://www.rolandtopor.com/
http://toporetmoi.over-blog.com/

