Questa campagna del Ministero delle Pari Opportunità mi piace. Lo dico perché la trovo giusta nel senso più pieno della parola. Se ho capito bene il brief e l’obiettivo della comunicazione (tento uno di quegli esercizi che si definiscono di copy analysis), qui si vuole comunicare al mondo dei cosiddetti abili che quello dei disabili è altrettanto complesso e sfaccettato. Semplicemente questo. Non c’è trucco e non c’è inganno (o richieste di sottoscrizioni o raccolta di donazioni), si pone solo l’accento -contando su un attimo d’attenzione- sul fatto che sopra a quelle sedie ci scarrozzano degli umani, meno (o diversamente) abili, ma con lo stesso carico e la stessa carica di umanità, di emozioni, di pulsioni e desideri. Con altrettanti traguardi da raggiungere o anche, semplicemente, giornate da vivere come meglio si può. Esattamente come tutti sulla faccia di questa nostra tosta terra. Il titolo è chiaro e non nasconde alcun “secondo livello”: Nel mondo di una persona con disabilità c’è molto di più di quello che vedi. Mi pare un chiaro invito a sospendere per un attimo l’approccio più superficiale e pietistico alla cosa e utilizzare un cucchiaino d’intelligenza per “guardare” il tutto con la dovuta cura illuminante. C’è solo buonsenso in questa paginetta col fondo bianco, il disegno in cui l’immoto pittogramma si decide a prendere la via, non è la cronaca di Lazzaro che rivivisce, è semplicemente la visualizzazione di quello che c’è scritto nel titolo. Un aiutino per chi ancora non vuol capire il senso della comunicazione. E ben per quello lo stile della stessa è elementare, didascalico. Si limita a presentare il tema senza gli eccessi di interpretazioni spettacolari ed effettoni estetizzanti. Fra l’altro, per i duri di comprendonio, ci sta pure il pay off che sottolinea che le abilità diverse sostengono comunque la stessa voglia di sentirsi vivi e di vivere. Non è poco e non è neanche così comune per queste campagne d’informazione e/o di sensibilizzazione che arrivano dai nostri Ministeri e Presidenze varie. Peccato non riuscire a capire chi siano stati gli artefici, oltre al Ministro e il suo entourage, di questa corretta comunicazione. Ho cercato di capire quale fosse l’agenzia incaricata ma non ci sono riuscito. Pazienza.
