L’illustrare sta alla base del racconto. Penso alla storia detta davanti alla stufa dal nonno al nipote e alla bugia sparata al capufficio o alla fidanzata (sono termini fuori dal tempo ma servono a rendere l’idea). Una bugia ben raccontata dev’essere ricca di colori e solleticare la fantasia di chi si è posto all’ascolto. Genio del racconto fu Sergio Tofano, scrittore, drammaturgo, attore, regista e, per la gioia dei bambini di allora, disegnatore di fantastiche storie illustrate. Firmandosi STO, dagli anni venti del secolo scorso, ha rallegrato grandi e piccini con le avventure del personaggio più famoso della sua produzione: il Signor Bonaventura.
Bonaventura, pupazzotto dalla caratteristica marsina e bombetta rossa, i larghi pantaloni bianchi e il fedele cane bassotto al fianco, era lo strampalato eroe di gaie avventure che lo vedevano quasi sempre squattrinato all’inizio e milionario alla fine. Il Signor Bonaventura fece la sua prima comparsa il 28 ottobre 1917 sul numero 43 del Corriere dei Piccoli, il supplemento per bambini del Corriere della Sera. Si trattava di un fumetto a tutta pagina composto da otto vignette, ciascuna corredata da un testo in versi. Il successo del Signor Bonaventura fu immediato e da quel momento fece la sua comparsa ininterrottamente ogni settimana per ben ventisei anni, fino al 1943, diventando uno dei fumetti di maggior successo della prima metà del Novecento. Dopo la guerra le pubblicazioni vennero riprese, per poi essere ridotte progressivamente nel corso degli anni cinquanta e cessare definitivamente negli anni sessanta.

