Non c’è alcuna giustificazione al fatto di proporvi di leggere questo pezzo in cui di pubblicità non si parla per niente. Forse solo una, questa è una storia che riguarda la vostra terra, la nostra terra. A scriverla sono stati i soliti mostri, quelli a cui è stato pemesso di abitarci su questa nostra terra.
E questa è la storia.
La sera di domenica 5 settembre scorso ad Acciaroli, nel Cilento, hanno ammazzato Angelo Vassallo, il sindaco pescatore. L’hanno ammazzato perché aveva il vizio di andare a buttare la sua rete nella riserva di pesca di gente decisa a cambiare l’economia del paese che, da sempre, ha costruito i suoi successi sulla qualità dell’ambiente e sul turismo. Ma la nuova economia vuole tutto e subito. E allora droga, appalti e ogni genere di illeciti. Il sindaco Vassallo ci ha provato a bloccare questo andazzo e non ce l’ha fatta. Non glielo hanno permesso. E così nove colpi, sette a segno e il futuro dei mostri è assicurato.
Poi la settimana che iniziava ha portato ognuno di noi da altre parti e sui giornali si è scritto tanto e di tutto, ma poco di questo.
Ieri i funerali e stamattina ho provato a guardare “di nascosto l’effetto che fa”. Sui giornali ancora poco o niente. I nostri eroi terroni contano meno d’un sorso di mare.
Però, su l’Unità di oggi, ho trovato una pagina bella, dura e robusta che sembra intagliata dalla lama di un mastro d’ascia. Cercatela su Unità on-line s’intitola “I NOSTRI EROI CHE SE LA SONO CERCATA” e l’ha scritta Claudio Fava. Così il cerchio è chiuso e si spiega il perché del titolo in cima a questo pezzo.
E se volete trovare per forza una giustificazione al fatto che questa storia sia stata pubblicata qui… beh, l’articolo sull’Unità è scritto proprio come il dio della verità comanda.
“Noi dobbiamo fare le cose che non si vedono, quelle che non portano voti subito, non perdiamo tempo dietro a piazze e spettacoli. Noi dobbiamo prima costruire le fogne e tenere il mare pulito”.
Questa è una citazione del sindaco Vassallo e a me sembra un’ottima reason why che giustifica la pubblicazione di questa storia in questo blog.
giu.
