Blog! di Tonino Risuleo
Acquacotta o ribollita?
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2 Commenti
11 ottobre 2010

Capalbio è un luogo di contraddizioni. E’ noto per essere un posto dove si coagulano tendenze nuove e pensieri laterali ed è il presidio gastronomico di piatti antichi e semplici che rimandano a una tradizione immutabile. Luogo di pace silente e strilli acuti di uccelli scampati all’estinzione.
In questi luoghi, nei giorni scorsi, sono stato l’inviato speciale dell’ADCI per la consegna del premio Migliore idea creativa 2010 alla XVII edizione del Capalbio Cinema International Shortfilm Festival.
La selezione dei 21 film corti arrivati da ogni parte del mondo è di gran qualità ma i tre giurati del Club – il Presidente Marco Cremona, Patrizia Boglione e il sottoscritto – hanno fatto comunella su “Ahate Pasa” che in spagnolo, anzi no, in basco vuol dire il Passaggio delle anatre. Il film di Koldo Almandoz, spagnolo, anzi no, basco, è una folgorante storia del cinema attraverso le esperienze di un interprete che non è mai presente nei titoli di coda. O almeno non viene indicato con nome e cognome come si fa con il resto delle maestranze.
L’anatra, in prima persona, si prende carico di raccontare il come e il quando senza mai scivolare nel divismo. Il risultato finale è un racconto leggero leggero che stimola a una attenta considerazione sui valori delle diversità e delle minoranze. Sarà anche per via della forte componente euskadi che rinvigorisce i toni del racconto.

Koldo Almandoz (nella foto) è nato il 1° gennaio come me e ha una faccia simpatica. Giura di non avere alcun progetto per il futuro e certamente di non averne per quanto riguarda il cinema. Ama andare sullo skate, guardare le onde e passeggiare di notte con il suo cane Uxeta. Koldo Almandoz è un bugiardo. Quindi, uno dei nostri.

E ora due parole sui coaguli. Nelle mattinate prima delle proiezioni si sono svolti incontri esclusivi con grandi esperti delle nuove tecnologie di produzione e distribuzione e, soprattutto, di dibattiti accesi tra alcuni dei più brillanti esponenti del pensiero contemporaneo. Ieri ho potuto assistere a una discussione sulla Metamorfosi che partendo dall’analisi del termine è giunta alla valutazione della situazione del nostro cinema e di tutta la società attuale in questa nostra “epoca di passioni tristi”.
Il filosofo Giacomo Marramao ha moderato le energie di Alberto Abruzzese, Sandro Chia, Enrico Ghezzi e Lidia Ravera ottenendo un formidabile e succoso frutto da assaporare nel tempo spicchio dopo spicchio.
Nel mio quadernetto degli appunti sono finite alcune frasi scritte in fretta che, per il piacere di farlo, voglio rileggere con voi.
Ecco che Lidia Ravera richiama alla ricerca di nuovi eroi in grado di reagire al conformismo e alla pericolosa scelta della “via facile”. Enrico Ghezzi in uno slancio d’ottimismo dichiara che il cinema ” è in grado di funzionare da solo” anche senza l’aiuto viziato di ministeri e sovvenzioni. Anche Sandro Chia rivendica l’autonomia a tutti i costi dell’artista e valuta “la sfocatura” come “spazio utile al cambiamento”. Con finezza Abruzzese parla di “allegoria e disgregazione dei simboli” in un’epoca che “rallenta il futuro per venderlo a rate” (E. Ghezzi). La metamorfosi è in atto, nel cinema come nella vita, allora dobbiamo allenarci a interpretarla raccogliendo energie e inventandone di supplementari. Guai a risvegliarsi un mattino come Gregor-scarrafone-Samsa rovesciati sul dorso con le zampette a grattar l’aria.
Tosti e determinati, sempre.
Pronti a intercettare il nuovo e assecondare il cambiamento visto che “muta il linguaggio perché matura lo sguardo” (L. Ravera).

11 ottobre 2010 alle 19:50

[...] See the rest here: Acquacotta o ribollita? – BLOG ILAS – PARLIAMO DI COMUNICAZIONE … [...]

TONINO RISULEO
11 ottobre 2010 alle 22:34

DA Koldo Almandoz:

estimado Tonino,
Txema me ha enviato tu articolo.
grazie por las tuas palabras en la web.

esppeto que comprendere il mio basco-italiano jajajajajajajjajaja

mile kua kua
koldo Almandoz ¨il bugiardo¨

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