Blog! di Tonino Risuleo
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25 ottobre 2010

Una preghiera o un’intimazione?
Rimanete concentrati e non fatevi ingannare. Le muse sono così: capricciose e determinate, adulatrici e imprevedibili. Scelgono sempre loro chi premiare col soffio leggero dell’ispirazione. Scelgono anche quando. Non serve a niente evocare, bramare, pretendere, arrivano da sole, se vogliono e da chi vogliono. Come un colpo di fulmine, un baleno: quello che ronza giù dal cielo buio capace di spaccare un gradino di granito come se fosse di legno dolce. L’ho visto fatto in cima alla Grigna che è un monte vero, non metaforico.
L’ispirazione è così. Non basta creare la possibilità che arrivi. Il cielo, forse, non si rabbuia e butta pioggia tutto l’inverno? Eppure il lampo devastante non è scontato, ci vuole la tensione giusta e l’elettricità che serve.
Nella foto di sopra c’è l’artista di pietra con la mano sulla bocca, contro la sua tempia sinistra preme la forza intera di un corpo giovane che spinge per entrare e possedere. E’ certamente un premio del destino ma lui, lo merita? Nel capolavoro di Rodin riusciamo a cogliere esattamente quell’attimo sospeso, quel tentennamento preoccupato: chi sta scegliendo e che cosa? Che dobbiamo aspettarci? Cosa stiamo iniziando a vivere? Un tormento o un’estasi? Va a finire che uno comincia a porsi un sacco di domande e non sempre è un bene. E neanche sta bene tenere la porta socchiusa e l’occhio allo spioncino, non è onesto, l’attendismo e la prudenza non sono le mosse giuste per giocare con la gioia dell’inatteso. Resistere, con sapienza e intelligenza, come quando si tesa e si molla una scotta andando sul filo dell’onda contro il vento. Ci risiamo: lavoro duro quello del creativo, specie per chi ha l’ardire di aprirsi all’ispirazione buttando alle ortiche le confuse idee già colte e ordinate sulla scrivania sgombra.
Fate pulizia e preparatevi ad accoglire la Musa.

Due o tre spunti aggiuntivi:
Il Musée Rodin di Parigi (77, rue de Varenne) riserva il privilegio di una visita emozionante e sensuale. Bisogna andare fin lì e ne vale la pena.

Nel titolo c’è il titolo di un piccolo film svedese assolutamente da brivido. Con l’ispirazione non c’entra niente ma con il concetto di amore assoluto tanto.

Il risotto alle ortiche può riuscire molto buono. Però prudenza e guanti quando raccogliete le foglioline urticanti.
E quest’ultima rima non è voluta.

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