Blog! di Tonino Risuleo
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31 gennaio 2011

Prendetela come un’esercitazione.
Entrate in un’edicola, guardatevi attorno, aguzzate l’ingegno e mettete in moto il vostro senso critico. Analizzate le copertine delle centinaia di riviste esposte senza badare a generi, formati e tematiche; guardatele tutte, leggete tutto quello che c’è scritto sulla facciata patinata, spulciate tra immagini e colori ogni aspetto della comunicazione che vi colpisce già solo nel frontespizio. La copertina di una rivista riassume i contenuti e la missione di quella testata, ha l’obbligo di catturare l’appassionato del mondo a cui si rivolge e di conquistare nuovi adepti. E le armi di cattura sono sempre quelle, sempre le stesse: originalità, forza, intelligenza e semplicità. Quando ci sono questi quattro elementi il più è fatto e l’obiettivo è raggiunto.
La copertina della rivista qua sotto, per esempio, l’ho vista e mi ha immediatamente conquistato. Sarà per la citazione del film dei fratelli Coen, sarà per l’attualità e la drammaticità del tema (pensate che questo numero dell’Internazionale risale all’ultima settimana di novembre), sarà per quell’attrazione magica che la donna di Leonardo sempre alimenta… Sarà quel che sarà.
Però sembra incredibile che a oltre quarant’anni dai tempi del “ritorno delle streghe” in Italia ci siano ancora questi stessi titoli ad esprimere ancora gli stessi rischi e questa realtà di grossolana arretratezza.
Forse bisognerà tornare in strada, donne e uomini insieme, per mettere di nuovo paura a chi pensa che di cose così non sia più il caso di parlarne. Perché è roba superata. E le liquidano come usurati ricordi di nostalgici snob e un po’ rimbambiti.
Una sciarpa bianca la collo e sarà quel che sarà.
Tremate.

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