
Man Ray (1890–1976) è un artista che influenzato l’arte e il cinema del suo tempo come pochi. Un fotografo, un pittore, un creatore di oggetti e regista di film sperimentali, una figura a tutto tondo perfettamente inserita nell’ésprit du temps. Il Museo d’Arte di Lugano lo celebra con ben 300 opere divise in tre sezioni diverse: gli anni della formazione (fino al 1921) passati fra New York e Ridgefield, sede di una vivace colonia di artisti; il periodo parigino (1921–1940), accanto ai più grandi artisti del Novecento; gli anni di guerra e il successivo ritorno in Francia (1940–1976), patria d’adozione dell’artista. Nella mostra si racconta dove nasce il Man Ray pensiero, attraverso le suggestioni prese dalla sua autobiografia, i racconti spesso incentrati su figure femminili e in più, oltre alla presenza importante su tutto del tema centrale dell’opera dell’artista, ovvero il rapporto tra realtà e finzione, ci sarà una sezione dedicata a grandi maestri come Picasso, Duchamp, Arp e Picabia. Tutto per sottolinearne le qualità di precursore nella ricerca artistica del XX secolo e le relazioni profonde con una modalità artistica sperimentale del tutto nuova all’epoca e molto feconda.

Le tante vite di Dannis Hopper. Una di queste è quella di fotografo. Un fotografo fuori dal comune. Uno che portava la sua “camera” ovunque, sul set, alle cene, nei bar, nelle gallerie, alla guida alle marce politiche. Così, si svela un mondo variegato, ricco, che documenta non solo immagini particolari di celebrità, come Tina Turner o Andy Warhol, ma anche frammenti di vita quotidiana apparentemente insignificanti ma ricchi di valore per chi guarda. Ci sono Paul Newman e Martin Luther King. Quello che emerge, oltre al ritratto di un America inedita e di molteplici personalità affascinanti, è l’occhio intuitivo con cui Hopper, che in questo volume celebra il top della sua carriera di fotografo, fidanzate, artisti, scrittori, pop star, idoli del cinema e perfetti sconosciuti. Hopper cominciò a fotografare nel 1961, grazie ad una Nikon camera 35mm regalatagli dalla moglie Brooke Hayward per il suo compleanno. E da allora, non ha più smesso. Il libro è curato da Dennis Hopper e dal celebre gallerista Tony Shafrazi.

The Ad Store Italia chiede a tutti i creativi maggiorenni il design del logo della società. Il logo vincitore, sarà inoltre premiato con uno stage di 3 mesi presso al sede dell’agenzia. Si devono inviare via mail semplici Jpg o in alternativa si può diventare fan di The Ad Store Italia su Facebook (local business) e pubblicare sulla bacheca della pagina Facebook di The Ad Store Italia la propria proposta creativa entro i termini indicati. Il logo dovrà essere realizzato con i principali programmi di fotoritocco ed è rivolto a giovani graphic designer maggiorenni che vogliono dimostrare il proprio talento creativo “sul campo”. Linee guida creative Il logo dovrà trasmettere i punti di forza e le caratteristiche distintive di The Ad Store rispetto al mercato globale. Dovrà inoltre avere queste caratteristiche: essere adattabile ad ogni formato e applicazione, sia online che offline; poter vivere tanto in bianco e nero quanto a colori, in applicazioni sia di grandi dimensioni (come delle insegne), sia di piccole dimensioni (come la carta intestata).

Cos’è che ha segnato il passaggio da un modo di vedere l’arte, un modo di guardare attraverso l’arte nel XX secolo? Per comprendere cosa questo realmente significhi, il Mart di Rovereto ha organizzato una bellissima mostra che raccoglie direttamente da Parigi i capolavori del Musée d’Orsay, probabilmente tra le raccolte d’arte più prestigiose per quanto concerne la produzione artistica del ‘900, con i capolavori dell’arte impressionista e postimpressionista. Si potranno ammirare da vicino chef d’oeuvre come la censuratissima e chiachhieratissima “L’origine du monde” (1866), di Courbet e le opere di Monet, Cézanne, Pissarro, Sisley, Renoir, Degas, Toulouse-Lautrec, Van Gogh, Gauguin, Morisot, Vuillard, Bonnard, Denis. Quella del Mart è una mostra itinerante alla sua terza tappa: prima è stata ospitata in America ed Australia. Le trait d’union dei quadri scelti, resta comunque lo sguardo, attraverso il realismo scandaloso di Courbet, l’erotismo di Gaugin, l’introspezione di Berthe Morisot, o la solitudine di Van Gogh. Temi che, parallelamente alla modalità rappresentativa e visiva, abbracciano in maniera sottile i contenuti più significativi del XX secolo.

L’arte ti consente in un lasso di tempo più o meno breve di spaziare in secoli di storia. La mostra ospitata agli Uffizi di Firenze ci offre uno spaccato profondo della storia dell’arte russa, che è, come la storia dell’arte in generale, sempre indiscutibilmente legata al corso della storia. La storia la fanno i potenti, i re, gli zar, i vincitori. La storia la fa chi si può circondare di artisti, pittori, scultori, letterati e poeti. Sono loro a scrivere i libri, a disegnare le bibbie, dipingere le chiese, secondo quello che la committenza o i vari mecenate dicono loro. La pittura può essere compendiaria, propagandistica, in ogni caso rispecchia il gusto di un’epoca, la posizione geografica e lo status politico. Da come sono rappresentati i voti, i vestiti, gli ambienti, si comprendono le influenze, le intenzioni, le idee che girano, magari anche se tra le righe. In questa mostra, attraverso le opere selezionate, possiamo partire da un medium come l’Icona, fissa, bidimensionale, ieratica, mistica, per arrivare secoli dopo alle avanguardie, in cui tutto viene rimesso in discussione e ricomposto secondo il gusto del novecento, lo strutturalismo soprattutto. Tra le icone è stato selezionato un unico pezzo, il bellissimo Cristo Pantocrator in trono fra le potenze del XVI secolo. Poi, dopo opere del settecento, dell’ottocento, si arriva a Malevic, Nikitiv, Kiprenjij, Goncarova e Malevic. All’Andito degli Angioini, direttamente dal Museo Russo di San Pietroburgo.

Un concorso fotografico internazionale per promuovere gli artisti contemporanei, rivolto in particolare al tema della transitorietà nell’ambito della fotografia d’avanguardia. Gli artisti selezionati potranno esporre le loro opere al Photography Festival ‘Les Rencontres d’Arles’ in Francia. Le opere vincitrici saranno poi esposte anche alla Galerie Huit Penang in Malaysia, nel gennaio 2012. Il festival sarà per il periodo della kermesse il punto d’incontro di circa 73000 curatori d’arte e gallerie 5000 giornalisti e il vincitore del Main Prize avrà in più, la possibilità di vivere gratuitamente per un mese presso la Residenza degli Artisti di Arles. Da inviare un massimo di 15 immagini jpg non più grandi di 1024 pixel nominate in questo modo: surname_name_portfolio number_image number i.e smith_john_p1_o1.jpg.
Tocco leggero e ironia: Ingredienti facili da reperire se li si coltiva con cura nell’orto di casa. E poi bisogna impegnare i muscoli buoni, cuore compreso senza il timore di esaurire le forze. Perché certi superpoteri si sostengono con un impegno che non deve conoscere affolosciamenti e disamori.
E’ il lavoro dell’atleta! Allenamento, preparazione, alimentazione, metodo, determinazione, coraggio, umiltà e visione di gioco.
E per questi giochi paralimpici d’Australia la squadra portoghese dimostra d’essersi preparata a dovere. Lo sanno gli atleti di tutte le discipline e lo apprezzano i loro parenti, i tifosi e chiunque sappia vedere oltre ogni tipo di ostacolo o barriera.
Mi sembra una bella metafora dello sforzo e del risultato. Ed è un vero piacere vedere che un super eroe è tale anche se, sotto il mantello, nasconde solo le armi della volontà e un implacabile desiderio di vivere.
Agenzia: Young & Rubicam Portugal
Cliente: Federacao Portuguesa de Desporto Para Deficientes
Art director: Lourenco Tomaz
Copywriter: Tereza Pinto Leite
Direttore creativo: Elisabete Vaz Mena, Cristiano Zancuoghi
Illustratore: Lourenco Tomaz

Il titolo di questa mostra gli calza a pennello. Prince du Rêve, principe del sogno, colui che diede inizio al simbolismo. Infatti, le opere di Redon sembrano spesso uscite esattamente da un sogno, come se la scia del sogno notturno fosse sempre presente su una tela incantata, intrisa di simbolismo etereo, fluttuante. Alla mostra ospitata al Gran Palais di Parigi, struttura possente e di grande bellezza, la visita alle opere di Redon è concepita in maniera cronologica. Questo consente di vedere il momento preciso in cui l’artista si fece suggestionare anche dal surrealismo, la poetica dell’onirico viene tratteggiata in maniera diligente e con misteriosi quesiti riguardanti i volti assieme angelici e diabolici, gli esseri unicellulari, primordiali, più corpi celesti che corpi reali. Man mano che si prosegue verso il primo ‘900 i colori si fanno sempre più intensi e vividi e la malia ottocentesca comincia un po’ a perdersi.

Per la Befana 2012 Mars cerca il concept e il key visual. Devono essere legati al concept Befana con tutto ciò che questo può voler dire nell’immaginario di grandi e piccini. Ma non solo. Si accettano nuove idee creative anche per l’allestimento di un’isola promozionale di Mars Befana 2012. Il contest comprende come premio 2000 euro al primo classificato e altri premi( 5000 euro al secondo e snack e dispenser Mars al terzo). Per visionare il regolamento completo e registrarsi al concorso occorre iscriversi alla community Creathead.

Finalmente Milano dedica a questo straordinario artista una grande antologica. Più di 100 opere a testimoniare della peculiarità di un artista che si muoveva nell’ambito non solo della metafisica, ma anche di surrealismo, onirismo, inconscio con richiami al fantastico e al classico. Fratello di Giorgio de Chirico, Savinio all’anagrafe era Andrea de Chirico( Atene, 1891-Roma, 1952) ma si rese famoso per il suo stile personalissimo, i suoi enigmi e le rivisitazioni del classico in chiave onirica. Il mondo di Savinio è una pastiche di tutto quello che la cultura mediterranea e occidentale ha macinato e rigurgitato in secoli di arte, storia, sogni e idee. Le origini del postmoderno, in pratica. Ma la mostra non è solo arte pittorica tout court, ci mostra un Savinio musicista, teatrante e letterato, con letture che accompagnano il visitatore fatte dell’attore Tony Servillo.
