Oggi vi voglio far conoscere questo bravissimo graphic designer francese, di stanza a Parigi. Davvero interessante il suo lavoro, poichè assolutamente unico e riconoscibile tra mille il suo stile, non solo sul piano strettamente visivo, ma anche rispetto all’approccio al progetto. Un racconto quasi sempre iconico, simbolico, molto concettuale, ma diluito e alleggerito dalle immagini spesso ridotte in frammenti, suggerimenti visivi di forme, volumi e oggetti significanti.
Si fa tutto un teorizzare su come la scelta di colori appropriati, elementi grafici, forme, siano in stretta relazione con il marchio o il prodotto che si intende promuovere. Poi qualche rarissima mosca bianca del logotipo arriva a smentire la fatica delle infinite ore passare a spiegare questi concetti. Graham Smith ha deciso di provare materialmente a mescolare le carte, giocando con i segni significanti di un marchio e provando a “scambiare” nomi e segni si è divertito a creare una gallery che forse avremmo visto solo in un mondo parallelo.
The Dieline, un sito di riferimento per il mondo del packaging, promuove ogni anno un premio per i migliori progetti. Il 2011 è davvero ricco di novità e belle soluzioni, efficaci, sotto tutti gli aspetti. Consiglio di dare uno sguardo alla gallery dei lavori premiati.
Una occasione per tornare a Venezia, o per andarci, se non l’avete mai fatto prima, ce la offre questa mostra al Peggy Guggenheim Museum. Oltre alle opere della collezione permanente, tutte di straordinario livello, c’è questa nuova esposizione che appassionerà i cultori dell’arte moderna. Si tratta di una selezione di lavori, precisamente la collezione italiana, scelti tra quelli raccolti da Ileana Sonnabend, moglie di Leo Castelli, nei tantissimi anni passati al servizio dell’arte moderna. Collezione italiana però non sta per artisti di nazionalità italiana: si tratta infatti di opere di artisti internazionali che hanno tutte, dai dipinti, alle sculture, alle immagini fotografiche alle installazioni, tratto ispirazione da tradizioni o paesaggi dell’Italia. Fino al 2 ottobre 2011. Imperdibile.
Jules Chéret (1836-1932) è indubbiamente uno dei protagonisti della svolta che la comunicazione pubblicitaria ha vissuto all’inizio del secolo scorso. Per capire i meccanismi progettuali di un manifesto moderno, rapporto tra visual e headline, il soggetto, vuoti e pieni, bisogna partire dallo studio di questi magnifici capolavori della grafica pittorica. Parliamo di un libro realizzato dal Museo delle Arti Decorative di Parigi, che ospita una delle collezioni più interessanti sulla storia della pubblicità, disponibile sul sito del museo.
Le contraddizioni alimentano il nostro Tempo. E la comunicazione, che cerca costantemente nuove chiavi per interpretare i segnali che ci arrivano dal presente non può non tenerne conto. Così nascono interessantissime campagne pubblicitarie. Che fanno riflettere, a volte.
The world is a hard place to understand. MERCADO, Business Magazine – Editorial Coyuntura. JWT Argentina.
Gets everywhere.
Advertising Agency: Marcel, Paris, France
Chief Creative Officers: Anne De Maupeou, Véronique Sels, Sébastien Vacherot
Executive Creative Directors: Anne De Maupeou, Véronique Sels, Sébastien Vacherot
Creative Directors: Dimitri Guerassimov, Eric Jannon
Art Director: Nicolas Chauvin
Account Supervisor: Jean-Patrick Chiquiar
Art Buyer: Jean-Luc Chirio/Auréiie Lubot
Illustrator: Asile
La pubblicità commerciale deve fare pubblicità commerciale. Non è arte, non è show televisivo, non è intrattenimento, non è informazione (tranne in rarissimi e sparuti casi). Un buon commercial funziona se ti strappa un’emozione, un sorriso, un commento, approfittando di questo piccolo canale aperto nel mare dei tuoi pensieri per portarsi appresso il marchio, il prodotto, il personaggio.
Quella dei codici QR sembrava una soluzione poco appetibile per essere sfruttata realmente dall’utente finale. Un collegamento ad internet, o il gusto di veder partire un software o un upload su un pannello in strada sembrava il massimo che si potesse chiedere a questa tecnologia in termini di appeal. Ma TESCO, la grande catena di distribuzione mondiale di prodotti di largo consumo, con punti vendita sparsi ovunque sul globo, questa volta ci ha visto giusto. È chiaro, qui siamo di fronte ad una soluzione pensata per comunicare un messaggio, ma potrebbe essere una valida soluzione per ripensare il meccanismo di acquisto e vendita.









