Smirnoff promuove in America la sua vodka ai gusti Fluffed (per intenderci gusto Murshmallows) e Whipped (panna montata). Lo fa con una protagonista d’eccezione, Amber Rose, e un art director di pari levatura come David LaChapelle, che tentano di convincerci che questi possono essere gusti adatti anche ad un pubblico adulto. CREDITS: Client: Smirnoff / Spot: “Fluffed & Whipped” / Agency: JWT, New York / CCO: Peter Nicholson / ECDs: Matt MacDonald, Jeremy Postaer / Art Director: Eric Larkin / Director of Content: Sergio Lopez / Producers: Carrie Lewis, Andrea Curtin / Director of Music: Paul Greco / Sound Design: Alan Friedman / Audio Post Mix: Andy Green / Production Compay: HSI / Director: David LaChappelle / Music Supervision/Music License: Thwak! Music U.K. / Additional Music License: Human Worldwide
Pur restando fedele al proprio stile (ricordate gli spot del passato?) Martini lancia una nuova comunicazione dal titolo “Luck is an attitude” . L’abbiamo definita una campagna globale, e non tanto perchè sarà veicolata così com’è a livello internazionale, ma perchè è il risultato di un mix tra viral, social e commercial. Questo è l’aspetto più interessante di tutta l’operazione. Tutto è cominciato su Facebook, con la campagna viral Kisser Casting. In pratica si cercava il volto nuovo e talentuoso che avrebbe dovuto raccogliere il testimone lasciato da Clooney. Yuri Buzzi, italiano, si è aggiudicato la vittoria, e dal 28 novembre è il nuovo volto di Martini. Diretto da Peter Thwaites, da una idea di Fred Raillard e Farid Mokart.
C’è un’auto che sfreccia a gran velocità su una strada americana. Una supercar, è evidente anche dal rombo del motore. Chissà quanto beve. Nemmeno il tempo di pensarlo, che arriva un boeing da rifornimento, che allunga il braccio verso l’auto, in velocità. Il pilota dell’auto apre il tettuccio tira fuori un bicchiere e parte il rifornimento, di ottimo caffè però. Eh si, perchè in tempo di crisi vorremmo non dover sprecare il lavoro che si è già fatto in pubblicità, e in questo caso, non vorremmo rinunciare ad uno degli elementi con maggior appeal per un’auto, la potenza, la velocità, il piacere di guida che si spiega solo mostrando l’auto che fila via a gran velocità anche se c’è da risolvere una nuova equazione: andar forti non significa bere litri di carburante. Client: BMW of North America / Agency: Grey West, San Francisco
There is a car hurtling at high speed on an American road. A supercar is also evident from the roar of the engine. How much it drinks? No time to think, comes a boeing for air refueling, stretching his arm toward the car. The driver opens the roof of the car, pulls out a glass and take a good warm coffee. Oh yes, because in times of crisis, we would not have to waste the work that has already been made in advertising, and in this case, we do not want to give up one of the more appealing for a car, the power, speed, pleasure of driving can be explained only by showing the car spinning off at high speed even if there is a new equation to be solved: go fast does not mean drinking gallons of fuel. Client: BMW of North America / Agency: Grey West, San Francisco

I grandi magazzini Lewis a Londra ogni anno presentano una campagna dedicata al Natale. Per questo 2011 lo spot è affidato all’agenzia Adam & Eve che ha realizzato un vero e proprio film, un iperconcentrato di tenerezza che parla a noi adulti di un sentimento, un misto di emozione e ansia che in fondo conosciamo benissimo, perchè l’abbiamo vissuto quando eravamo bambini. Un po’ come tornare indietro con le pagine nel libro della nostra vita. Wow, come non emozionarsi? Grazie a Titti Gualtieri per la segnalazione.
Every year British retailer John Lewis presents a special Christmas campaign. For 2011 the agency Adam & Eve has thought and produced a real mini movie, an hyperconcentrate of tenderness which captures beautifully a feeling, a mix of excitement and anticipation, that we adults perfectly know because we used to feel it when we were kids. Kind of flipping back the pages of the book of our life. It’s really emotional, isn’t it? Thanks to Titti Gualtieri for the tip.
Non potevo non postare questo video degli Hudson, realizzato da Dropbear. Intanto, è un video realizzato in stop-motion, ed è probabilmente questa tecnica una delle vie più immediate per realizzare un filmato creativo. Credo sia davvero alla portata di un giovane designer con un minimo di esperienza, anche se non potrà dare da subito il risultato che vedete qui. Però oltre l’ottimo lavoro, permettetemi di guardare a questo video con una punta di affetto per le matite colorate: chi segue ilas da un po’ di tempo saprà che rappresentano la nostra immagine e fanno ormai parte del nostro DNA visivo. Prima gialla e poi colorate, come nel video. Che ci abbiano voluto copiare?
I couldn’t not post this video of the Hudson, built by Dropbear. Meanwhile, it is a stop-motion video made, and this technique is probably one of the most immediate way to make a creative movie. I think it’s very affordable for a young designer with a minimum of experience, even if it can not immediately give the result you see here. But besides the good work, let me look at this video with a bit of affection for colored pencils: for people who follow ILAS their represent our image and are actually part of our visual DNA. Before yellow, then colored, as in the video.
Tutte le soluzioni che potete trovare nel lavoro di questi due “artisti” del digitale, li abbiamo visti applicati in molte pubblicità in questi ultimi anni. Dietro queste riuscite campagne si cela il lavoro di ricerca di Luke White e Remi Weekes che sotto il nome di Tell No one seguono strade sempre diverse, mescolando idee e tecniche in un continuo brainstorming. Il loro lavoro è stato anche oggetto di numerose installazioni e mostre al Guggenheim di New York e al British Film Institute di Londra.
All the solutions that you can found in the work of these two “artists” of the digital, we have seen applied in many commercials in recent years. Behind these successful campaigns, lies the research work of Luke White and Remi Weekes. Under the name of Tell No One they always follow different paths, mixing ideas and techniques in a continuous brainstorming. Their work has also been the subject of numerous exhibitions and installations at the Guggenheim in New York and the British Film Institute in London.
Immaginate: siete in coppia e vi accingete a seguire un bel film al cinema, ma al momento di prendere posto, vi accorgete che la sala è letteralmente gremita di uomini rudi, grossi, e dall’aspetto a dir poco minaccioso che chiassosamente accolgono il vostro ingresso. Non è finzione ma pura realtà, precisamente si tratta della campagna “That Calls for a Carlsberg” che ha visto protagonisti in un cinema in Belgio ignare coppie sottoposte alla prova. Va detto che non tutti hanno avuto sufficiente presenza di spirito da accomodarsi, ma a quelli che tenacemente hanno guadagnato il proprio posto, venivano tributati applausi e un chiassoso e allegro benvenuto. Oltre l’idea, che ha evidentemente funzionato benissimo, è interessante leggere oltre le righe il fatto che il coraggio e una mente aperta può laddove sembrerebbe impossibile. Un messaggio contro il pregiudizio, e una trovata divertentissima, che insieme rendono questa campagna assolutamente memorabile.
Segnaliamo la campagna pubblicitaria firmata da Saatchi& Saatchi per il lancio della “famiglia allargata” Prius di Toyota. In particolare segnaliamo questo interessante articolo su ADWEEK relativo alla campagna, che apre una riflessione su come l’uso disinvolto di metafore e figure retoriche può a volte fornire una soluzione immediata per veicolare il concetto, lasciando però dietro di sè qualche incertezza.
Decisamente divertente questo video scovato in rete e firmato da Joe Hollier, illustratore e animatore, che si è divertito a mettere in scena una rivincita memorabile del font probabilmente più odiato e bistrattato del mondo della grafica, il Comic-sans. Il titolo completo del video è decisamente eloquente del tono generale del filmato.