Graphic design
Blog! di Tonino Risuleo
neroliquirizia
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Il Jazz è nero per definizione, come la notte che accoglie le sue note, come la superficie specchiata del pianoforte e la pelle dei suoi campioni assoluti.
Bella esercitazione di packaging questa di Carlo Angelini per Liquirizia Amarelli di Rossano Calabro: classica, elegante e piena di ritmo.
I piccoli scrigni da custodire in fondo a una tasca diventano preziosi contenitori di squisitezza antica e rara. La liquirizia ha estimatori di ogni età e il suo gusto misterioso continua a sorprendere chi vi accede per la prima volta e a confermare al consumatore abituale la bontà della sua scelta.
Ben venga allora la lingua nera e buon ascolto a chi passerà anche solo una serata nei freschi giardini di Villa Celimontana ascoltando lo Standard preferito.

Cliente: Liquirizia Amarelli

Agenzia: Angelini Design

Art director: Carlo Angelini


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cover girl
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Prendetela come un’esercitazione.
Entrate in un’edicola, guardatevi attorno, aguzzate l’ingegno e mettete in moto il vostro senso critico. Analizzate le copertine delle centinaia di riviste esposte senza badare a generi, formati e tematiche; guardatele tutte, leggete tutto quello che c’è scritto sulla facciata patinata, spulciate tra immagini e colori ogni aspetto della comunicazione che vi colpisce già solo nel frontespizio. La copertina di una rivista riassume i contenuti e la missione di quella testata, ha l’obbligo di catturare l’appassionato del mondo a cui si rivolge e di conquistare nuovi adepti. E le armi di cattura sono sempre quelle, sempre le stesse: originalità, forza, intelligenza e semplicità. Quando ci sono questi quattro elementi il più è fatto e l’obiettivo è raggiunto.
La copertina della rivista qua sotto, per esempio, l’ho vista e mi ha immediatamente conquistato. Sarà per la citazione del film dei fratelli Coen, sarà per l’attualità e la drammaticità del tema (pensate che questo numero dell’Internazionale risale all’ultima settimana di novembre), sarà per quell’attrazione magica che la donna di Leonardo sempre alimenta… Sarà quel che sarà.
Però sembra incredibile che a oltre quarant’anni dai tempi del “ritorno delle streghe” in Italia ci siano ancora questi stessi titoli ad esprimere ancora gli stessi rischi e questa realtà di grossolana arretratezza.
Forse bisognerà tornare in strada, donne e uomini insieme, per mettere di nuovo paura a chi pensa che di cose così non sia più il caso di parlarne. Perché è roba superata. E le liquidano come usurati ricordi di nostalgici snob e un po’ rimbambiti.
Una sciarpa bianca la collo e sarà quel che sarà.
Tremate.


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dinner at Rusty’s restaurant
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Questa vignetta è tratta da una storiella che in realtà di vignette ne ha tre. Ma basta questa perché già da sola vale la spesa. L’autore è Max Cannon di Tucson, Arizona. Moglie e due figli, una vita tranquilla da provinciale appagato. Cosa avrà allora creato il cortocircuito che rende Max così surreale e caustico ogni volta che ha da dire qualcosa? Forse proprio il ristagno piccolo borghese che si respira tra le casette unifamiliari, con un giardinetto davanti e un altro dietro, allineate lungo la silenziosa via del ridente sobborgo.
Max stavolta si identifica in Ted il protagonista della vignetta e dell’intera vicenda.
E’ sabato sera e nelle villette tutti si preparano a uscire per il dinner: indossano l’abito buono, si danno una sistemata ai capelli e una lucidata alla punta delle scarpe e via, scortati dalla propria signora in alta uniforme. Nel piccolo mondo antico della provincia americana e del resto del mondo occidentale funziona così. La rassicurante noia che confonde l’ovvio con il giusto e il conformismo con il sostenibile. Non c’è soluzione e non c’è via di scampo?
Ma si!
Basterà imboccare il vicoletto stretto tra i due giardini e correre sul retro a dare una controllatina all’orizzonte.
E poi via, con un po’ di fortuna ad assisterci e un bel chiaro di Luna.

www.redmeat.com/redmeat/


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Perché ci vuole orecchio
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Ironia. E autoironia, il signore che perde l’orecchio è il presidente dell’ADC austriaca (Creativ Club Austria). L’occasione per festeggiare è l’inaugurazione della mostra di Van Gogh alla Albertine di Vienna a cui vengono invitati i soci del Club. Semplice, divertente, colta, quest’idea brilla nel panorama non sempre esaltante dei “cartoncini d’invitazione”. Nessuna spericolata sperimentazione e nessun materiale nuovo: viva il cartoncino e viva la fustella!

Clente: Creativ Club Austria
Agenzia: TBWA/Wien
Art director: Goran Golik
Copywriter: Gerda Reichl-Scebesta


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Tono di voce
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Senza troppe parole di accompagnamento, ecco un piccolo esempio del potenziale espressivo che un’immagine è in grado di esprimere. Con la tavolozza o con la tastiera di cui si dispone -grazie a ogni campitura di colore e a ogni sfumatura- si riesce sempre a creare la giusta “temperatura” che fissa il codice di lettura del messaggio che si sta dando.

In questo c’è la delicatezza di un profumo sottile:

E qui, invece, vediamo la forza del pugno fatta manifesto:


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Crème d’antan
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Prep è un brand storico, conosciuto da migliaia di consumatori, utilizzato e tramandato di generazione in generazione. E’ un marchio “evergreen” che, nonostante l’evolversi delle mode e delle tendenze, ha conservato un carattere e uno stile originali, fortemente riconoscibili e apprezzati dai consumatori, sia per l’efficacia del prodotti sia per il rigore del marchio che ha una connotazione unica nell’immaginario collettivo dei consumatori di ieri e di oggi. Alfiere del Made in Italy per quanto riguarda la protezione della pelle, Prep coniuga innovazione e tradizione, delicatezza ed efficacia in tutta la sua ampia gamma di prodotti, pensati per la cura della pelle a 360°. In un’epoca dominata dalla specializzazione estrema in tutti i settori, il mitico vasetto della crema dermoprotettiva Prep, è un “rimedio magico” per ogni tipo di problema della pelle. Prep è un unico prodotto multifunzione che dà sollievo immediato e rigenera la pelle di adulti e bambini. L’inconfondibile profumo di canfora, la piacevolissima sensazione di fresco che lascia sulla pelle, la consistenza morbida ma non grassa, sono gli elementi distintivi dell’originale formula di Prep che, negli anni, ha conservato le sue caratteristiche originali tanto apprezzate dai consumatori.
La crema a dermoprotezione attiva Prep è adatta a ogni tipo di pelle e agisce con efficacia in tutti i casi di irritazione.
E’ indicata contro gli arrossamenti da sole e da vento, le irritazioni della rasatura, le screpolature della pelle; è d’aiuto per alleviare il fastidio delle punture d’insetti, reca sempre rapido sollievo e mantiene la pelle morbida e fresca. La crema dermoprotettiva Prep è di originale formulazione e adatta a ogni età. Non unge e non macchia.

Volendo inventare un “pezzo” di pubblicità all’altezza delle qualità del prodotto e all’autorevolezza del marchio converrà rifarsi ai toni caldi e rassicuranti di un manifesto ricco di un fascino senza età.


Blog! di Tonino Risuleo
Latte di notte
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In questi giorni più o meno festivi me ne vado a zonzo per le rete. Hai voglia, se hai voglia. Tutto questo perdersi saltellando da un sito all’altro porta a scoperte improvvise e spesso molto piacevoli. Si parla sempre tanto del prodotto e della marca, di quanto debba essere distintivo ogni episodio di possibile esposizione: dalla scaffale del magazzino super frequentato alla tavola della casa che conta. Ogni opportunità è buona per farsi conoscere, riconoscere e ricordare. Specie ora che c’è crisi o anche adesso che c’è. Intuizioni dagli effetti dirompenti ci vogliono. Una botta come si deve e il prodotto parte, piace, vende. Ecco a voi una confezione di latte, l’ennesimo latte+cioccolata+frutta+vitamine, che si può trovare sullo scaffale di un drugstore di paese da qualche parte negli States. Sarà che ho sempre avuto una grande ammirazione per l’uomo pipistrello, questo scatolotto mi è piaciuto proprio. Non ho trovato riferimenti agli autori, scafati graphic designers o spiritosi buontemponi. Vera o semplice parodia, quest “pack” colpisce nel segno, il target, voglio dire.


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Spirito di patata – 91
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Benedetti russi! Sarà il per consistente consumo di vodka, sarà per il freddo o la voglia di farsi perdonare un passato odiato e amato. Sta di fatto che non di rado ne piazzano una buona. Sul terrore del dentista si è scritto e visto di tutto: provate a dare un’occhiata alla sequenza de “Il maratoneta” in cui Dustin Hoffman capita sotto il trapanello del dottor Olivier che gli chiede con insistenza “… è sicuro?” Così, in questo simpatico pezzo di merchandising, Oral-B vuole rassicurare i pazienti con lo smagliante sorriso osseo sulla mascherina griffata della bella assistente russa e bionda. Funzionerà? Mah. Comunque… Cheese, please.

Cliente: Oral-B
Agenzia: TNC Brands Ads (Leo Burnett), Moscow
Direttore creativo: Alexey Zhuchkov, Alena Plankina
Designer: Andrei Livshin, Irina Abramova

Eccola la sequenza minacciata.


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La scarpetta – 70
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La scarpetta è quella che si fa raccogliendo con un bel pezzo di mollica di pane quello che ha condito qualcos’altro e che resta in fondo al piatto. Questo supermarchio fa la scarpetta dei più famosi brand di attrezzatura tecnica e abbigliamento sportivo esistenti al mondo. Raccolti dalla spugna di un abile grafico fanno bella mostra in un unicum davvero singolare. Apprezzabile e curioso, è una specie di armistizio, un patto di non belligeranza tra gli agguerriti concorrenti soliti a scontri a colpi di budget milionari. E’ la pace? Forse no, forse è solo un simpatico divertissement in attesa di ennesime sfide.

Cliente: Runner Point Warenhandelsgeselchaft
Agenzia: Jung Von Matt AG
Designer Sebatian Groebner
Illustratore: Philipp Cerny
Martin Terhart


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Lisca scheletrica – 62
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Mi avventuro sul terreno complicato (per me) della grafica. Non mi sono potuto esimere folgorato da questo prezioso pezzo che ha colpito la mia fantasia per la sorprendente attinenza con il momento storico che la nostra ex compagnia di bandiera sta vivendo. Ci ho visto un "segno" anzi, più di uno. In questo annuncio Airbus vuole comunicare simpaticamente la sua versatilità e capacità di interpretare il carico di persone e cose. La varietà dei suoi aerei e tutto il resto. Ok. Però, questa lisca scarnificata, non riesce a togliermi dalla testa il penoso stato in cui versa la nostra contesa aeroflotta, ridotta ad osso sbianchito dagli infiniti tirra e molla: "La prendo io", e "La prenda Lei" oppure "Non datela a quelli" e "Teniamocela, è nostra". Il risultato attuale è uno scheletro a cui tutti si attaccano e da cui nessuno riesce a trarre più sostanza, neanche un vecchio gatto pulcioso. In più non può sfuggire la sinistra ironia che sempre evoca un pesce quando arriva il primo del mese di aprile: non vi preoccupate questo nuovo simpatico gioco e solo un gioco e, quando ne usciremo, ci accorgeremo che la nostra compagnia vola ancora, tricolore e in buona salute. Questo breve scritto pure, è solo uno scherzo.

Cliente: Airbus
Agenzia: RSCG C&O
Direttore creativo: Oliver Moulierac, Jerome Gaunha
Art director: Bruno Banaszuk, Cristophe Faureau
Copywriter: Chermine Assadian