
Ricevo questa utile indicazione dall’organizzazione di Spot School Award. Trattandosi di qualcosa che ha a che fare con il sistema ferroviario, con il treno insomma, mi corre l’obbligo di segnalarlo alla Gentile Clientela tempestivamente e in perfetto orario. Occasione ghiotta per fugare ogni residuo dubbio riguardo ai tre briefing del "contest" salernitano e passare un pò di tempo in compagnia (aperitivo è comunque una parola magica).

APPUNTAMENTO IL 28 FEBBRAIO A NAPOLI CON L’APERITIVO CREATIVO DI SPOT SCHOOL AWARD
Aperitivo creativo e presentazione dei brief dell’8° Spot School Award – Premio Internazionale del Mediterraneo.
L’appuntamento è a Napoli alle ore 17,00 di sabato 28 febbraio, a bordo del Treno Verde di Legambiente.
Sarà ospitata una proiezione e verranno illustrati i brief di quest’anno.
Un modo informale per incontrare gli studenti per dialogare sulla pubblicità e sui contenuti dei brief proposti da Spot School Award, con proiezioni video, esposizioni delle campagne 2008, presentazioni di iniziative ed attività delle associazioni partner del Premio, Adci, Aiap, Compubblica, Federpubblicità, Sipra.
Ecco, a proposito di pubblicità che sia in grado di colpire e quindi, in questo caso, responsabilizzare i guidatori che sfrecciano in città, vi pregherei di dare un’occhiata a questo efficace “pezzo” di guerrilla-marketing. Mi pare geniale perché sfrutta un elemento dell’arredo urbano, le strisce pedonali, per dire quello che c’è da dire: 7000 pedoni morti ogni anno iin Europa, pensateci quando siete al volante. Il messaggio ha un doppio destinatario, chi attraversa ed è molto spesso anche un possessore di auto e chi è alla guida e si ferma o rallenta in prossimità delle zebre nobilitate dal messaggio. La cosa orribile che si presenta a chiunque passi di là ve la racconto qualora fosse poco chiara nella foto allegata: i rettangoli bianchi del passaggio pedonale propongono una crudele sfilza di trompe l’oeil con lenzuoli che coprono altrettanti cadaveri. E chi ha stomaco per continuare a non rallentare in vista dei pedoni si accomodi.

Cliente: Responsible Young Drivers
Agenzia: TBWA Paris
Direttore creativo: Erik Vervroegen
Art director: Thierry Buriez
Copywriter: Alain Jalabert
Fotografo: Marc Gouby
Ecco, senza entrare nel merito della mistica, questo è uno spot per la Caritas sobrio ed efficace. Un’idea semplice, chiara e facile da realizzare. La simbologia è immediatamente comprensibile e viene sfruttata senza troppe deviazioni e lateralità. Con compatezza e in pochissimi secondi si mostra l’obiettivo della comunicazione e si richiede la partecipazione di chi si sente vicino al problema. Un imbuto ben collocato. Così si può fare, niente spese faraoniche e produzioni inarrivabili. Buon lavoro.
Risorse d’Africa. Cesaria Evora, per esempio, una grande artista che ha portato sonorità, calore e colore di questo misterioso continente in giro per il mondo. Anche questa è una maniera per concentrare l’attenzione di un pubblico vasto sulla ricchezza di una terra vastissima e dalle mille realtà. Difficile parlare d’Africa, a toccarla ci si scotta. Troppi interessi, tanta ricchezza fa gola. Ci vuole una grande idea, grande e soprattutto onesta.
Questo è uno spot sciué sciué prodotto per Legambiente sui temi del consumo consapevole e dello smaltimento corretto dei rifiuti. Tende al “piacione” per la scelta del testimonial bello e buono, ma il suo lavoro lo fa. Certo, non brilla per originalità, ma questo è quello che talvolta serve per raggiungere facilmente un pubblico vasto di livello culturale diverso e con gusti vari. Furbo. Si può osare di più.
Occasione ghiotta per tutti gli amanti degli animali. Torna Animal Filmakers, il concorso riservato ai giovani, agli studenti delle scuole di comunicazione e di cinema, agli appassionati e a tutti coloro che hanno voglia d’impegnarsi nella produzione di film brevissimi dedicati a bestie e bestiole di ogni razza. Andate sul sito animalspot.it e studiatevi la cosa. Buon lavoro e buon divertimento.
Tempi duri per l
Domenica pomeriggio: quella leggera sensazione di torpore, quella scarsa reattività festiva che limita l’iniziativa e spinge all’ozio. Si gironzola in attesa della serata foriera di stimoli più vitali. Intanto si strascicano le ciabatte dal divano alla cucina: un’occhiata dentro il frigo. Da qui a lì: un controllo al cassetto dei calzini, una sistematina alla borsa del lunedì. Se però, all’imbrunire arriva una notizia esagerata… E chi se lo aspettava. Il mio cuore di tifoso diviso a metà viene messo a dura prova e la confusione è massima. Forse è successo quello che poteva essere e non è mai stato. Forse per i lupi famelici d’Europa c’è stata una forza aggiunta che sa di magia.

Il treno per Napoli riparte. Anche questo 2009 sarà un viaggio fantastico, nel senso che cercherà risposte nella fantasia. Siamo gente concreta che vuole risposte certe perbacco! Per cominciare bene ecco a voi due piccole poesie animate di Michel Gondry, il genio del cinema dei trucchi fatti in casa. In carrozza…
E anche questa leggera visione per un piccolo amore può essere utile.
Nel 1951 Robert Wise dirige -Ultimatum alla Terra- tratto dal romanzo -Farewell to the Master- di Harry Bates, che vedeva nel cast Michael Rennie, Patricia Neal, Hugh Marlowe e Sam Jaffe. Il film presenta la figura dell’alieno Klaatu atterrato negli Stati Uniti con un disco volante per chiedere di vedere i leader dell’umanità, la sua missione è convincere le potenze mondiali a eliminare le armi nucleari. Klaatu, accolto con ostile ottusità, dovrà vivere in incognito fino al momento dell’ultimatum: vivere in pace o essere annientati. L’aspetto più evidente e sensazionale di -Ultimatum alla Terra- è quanto il messaggio del film sia ancora oggi attuale ed efficace a oltre cinquanta anni di distanza.
Il musicista della colonna sonora del piccolo capolavoro è Bernard Herrman. Alla guida di un’orchestra a soli vent’anni, compone opere e balletti per la CBS, musicando gli show radiofonici di O. Welles (incluso il memorabile -La guerra dei mondi-). Nel 1941 segue il regista a Hollywood, dove scrive la colonna sonora di -Quarto potere- e nello stesso anno vince un Oscar per -L’oro del demonio- di W. Dieterle. Il suo lavoro spazia dal dramma, -La porta proibita- (1944) di R. Stevenson, alla fantascienza, -Ultimatum alla Terra- (1951) di R. Wise, al musical, -Il re ed io- (1956) di W. Lang, senza mai perdere qualità. Musicista creativo ed esigente, cerca sempre nuovi modi per riprodurre l’atmosfera delle storie, elevando la musica a funzione drammatica. A lui si deve molto del successo dei film di A. Hitchcock, per il quale scrive nove colonne sonore, da -L’uomo che sapeva troppo- (1956)) a -Gli uccelli- (1963). Le sue innovazioni stilistiche, come il suono dei violini stridenti nella scena della doccia in –Psycho- (1960), sono così pregnanti da diventare cliché, riproposti infinite volte in pellicole successive. Compone in seguito per alcuni suoi ammiratori come Truffaut (-Fahrenheit 451- del 1966) e De Palma (-Complesso di colpa- del 1976). Muore la notte dopo aver diretto la partitura di Taxi Driver (1976) di Scorsese, che gli ha dedicato il film.