Magica BMW. Atmosfera ovattata per una potenza superiore. Però c’è pure poesia: luce soffusa, vapore, odore intenso di muscolatura tesa e pronta allo scatto. Una tensione positiva come quella indispensabile per una guida intelligente e consapevole. È una bella immagine che restituisce con chiarezza il concetto essenziale: questa è la potenza nobile e forte dei tanti cavalli nascosti nel motore dell’auto giusta per un pilota esigente.

Cliente: BMW
Agenzia: Jung von Matt
Direttore creativo: Jan Rexhausen, Dorte Splenger-Ahrens
Art director: Marco-Antonio do Nascimento
Grafico: Marcus Widman
Direttore della fotografia: Mats Cordt
Carciofo o carciofone: epiteto per definire soggetti poco pronti alla risposta, torpidi, svogliati e senza voglia d’iniziativa. Ma il carciofo, cynara scolymus, ha importantissime proprietà: è un disintossicante depurativo, utile per il fegato e per le colecisti biliose, aiuta la digestione e abbassa il colesterolo. Diuretico, aiuta nella cura della gotta e di tutti i disturbi legati alla cattiva circolazione e alla ritenzione dei liquidi. Abbassa la glicemia, utile nell’ateriosclerosi, è un ottimo antibatterico nelle salmonelle, negli stafilococchi, è depurativo del sangue, favorisce la eliminazione dell’urea e dell’acido urico, importante nel sovraffaticamento, nel reumatismo, nell’artrite, nelle intossicazioni, nelle infezioni intestinali, nella inappetenza, combatte i disturbi della cistifellea ed aiuta a dimagrire, è di aiuto nella diarrea, nell’idropisia, nell’itterizia. E adesso che dite? Forse: W il carciofo e le sue foglie spinose. Al carciofo del Cynar -intanto adesso sappiamo perché si chiama così- sono state dedicate molte campagne pubblicitarie nel passato remoto di Carosello e, un pò di tempo fa, il Cynar è tornato in tv con uno spassoso commercial che vede come protagonista Elio con le sue Storie tese. Il traffico cittadino in cui sono affogati è altrettanto indigesto di quello degli anni ‘60 ma simpatia e dinamismo della sceneggiatura e dei protagonisti rendono questo contemporaneo assai più godibile. Un raro caso di assenza di rimpianto nostalgico di quello che fu.
Cliente: Cynar
Agenzia: Interappia
Casa di produzione: Adriatica Film
Regia: Renato Sinistri, Mario Landi, Franco Moccagatta
Attore protagonista: Ernesto Calindri
Cliente: Cynar
Agenzia: Euro RSCG Milano
Direttore creativo: Giovanni Porro
Art director: Tiziana Mariani
Grafico: Clelia Roggero
Casa di produzione: Mercurio Cinematografica
Regia: Paolo Monico
Direttore delle fotografia: Sandro Bozoni
Mi avventuro sul terreno complicato (per me) della grafica. Non mi sono potuto esimere folgorato da questo prezioso pezzo che ha colpito la mia fantasia per la sorprendente attinenza con il momento storico che la nostra ex compagnia di bandiera sta vivendo. Ci ho visto un "segno" anzi, più di uno. In questo annuncio Airbus vuole comunicare simpaticamente la sua versatilità e capacità di interpretare il carico di persone e cose. La varietà dei suoi aerei e tutto il resto. Ok. Però, questa lisca scarnificata, non riesce a togliermi dalla testa il penoso stato in cui versa la nostra contesa aeroflotta, ridotta ad osso sbianchito dagli infiniti tirra e molla: "La prendo io", e "La prenda Lei" oppure "Non datela a quelli" e "Teniamocela, è nostra". Il risultato attuale è uno scheletro a cui tutti si attaccano e da cui nessuno riesce a trarre più sostanza, neanche un vecchio gatto pulcioso. In più non può sfuggire la sinistra ironia che sempre evoca un pesce quando arriva il primo del mese di aprile: non vi preoccupate questo nuovo simpatico gioco e solo un gioco e, quando ne usciremo, ci accorgeremo che la nostra compagnia vola ancora, tricolore e in buona salute. Questo breve scritto pure, è solo uno scherzo.

Cliente: Airbus
Agenzia: RSCG C&O
Direttore creativo: Oliver Moulierac, Jerome Gaunha
Art director: Bruno Banaszuk, Cristophe Faureau
Copywriter: Chermine Assadian
Sembra una Smart ma è giapponese ed è molto più svelta e leggera della sua pari-lenght tedesca. E ha pure due posti in più (uno e mezzo, in realtà). La nuova Toyota iQ promette anche d’essere una compagna di viaggio assai più divertente: maneggevole, precisa e posteggiabile ovunque, quasi fosse uno scooter grassottello. In due mosse l’intelligente vetturetta batte ogni concorrenza e fuga qualsiasi dubbio, sveglia e simpatica si prepara a invadere le città di tutto l’occidente vogliose di stipare ogni centimetro residuo con ulteriori tranci di lamierino metallizzato fumè. Una documentata promessa (o minaccia) è di potercene ficcare due lì dove, a stento, si può parcheggiare solo una qualsiasi berlinetta. La demo successiva delirante e pur attraente riguarda tutte le possibilità di un perfetto controllo… Mi immagino già solerti neopatentati di Giugliano e di Acerra che, come tanti bortolaso automuniti, si danno da fare per sgombrare i cumuli che ancora, qui e là, punteggiano la provincia.
Sulla qualità della carnazza schiacciata fra le due molli cialde di pan american ci può essere molto da ridire, ma per quello che riguarda la comunicazione le piacevolezze che riserva McDonald’s sono di ottima fattura. Sarà che convincere umani di ogni parte del mondo ad affrancarsi dalle proprie abitudini alimentari per passare alla polpetta globale è impresa ardua, sarà che per i migliori creativi del mondo la sfida dell’impossibile è il pane quotidiano… Sta di fatto che spesso ci si imbatte in gustose trovate e ricette originali che fanno del bistrattato -trito e ritrito con salse- la più appetita leccornia che si trova sulle pagine dei giornali o sui muri delle città. Questa ricetta austriaca per sconfiggere le salsicce e sauerkraut ci viene servita dalla CCP Heye Werbeagentur che di cibo sopraffino se ne deve intendere assai. “Grazie, sorella” è un titolo prelibato che rimanda a succulenti pasti in corsia e a carrelli fumanti che dispensano bontà.

Agenzia: CCP Heye Werbeagentur
Direttore creativo: Werner Celand, Peter Czerny
Art director: Dietmar Kreil
Copywriter: Viola Gangl
Fotografo: Thomas Hannich

Dalla Germania una campagna stampa dura come deve essere l’informazione su un dramma che non si vuole proprio imparare a pesare. Un trattamento intelligente, scioccante e senza filtri. Le tre immagini di Eva Salzmann propongono realisticamente l’effetto devastante dei tanti conflitti, noti e sconosciuti, che ogni giorno cambiano la storia di migliaia di famiglie in tutto il mondo. La campagna invita a visitare il sito di Misereor per capire fino in fondo l’enorme gravità di queste stragi. Misereor si propone anche di raccogliere donazioni per l’assistenza agli orfani di tutte le guerre.


Agenzia: Kolle Rebbe Werbeagentur GmbH Germany
Cliente: Bischoefliches Hilfswerk Misereor e. V.
Direttore creativo: Sven Klohk, Lorenz Ritter
Art director: Maik Beimdiek, Jens Lausenmeyer
Copywriter: Elena Vetrina y Manns
Illustratore: Eva Salzmann
Sono i termini nemici del creativo, lo sono per definizione! Stazionare è quello che fa un treno fermo su un binario morto o una nave alla fonda senza attracco al molo con la ciurma che si annoia e si innervosisce. Stazionare, stare lì immobili, in attesa che qualcuno decida qualcosa. Stallo è pure peggio, è una sorta di equilibrio nel nulla. Si rimane inespressi e inespressivi a guardarsi intorno con la faccia truce, a studiare le mosse degli altri come un alfiere nero nell
Bello come pubblicità televisive d’altri tempi, questo per Renault Kaleos è proprio bello da vedere. Perché è giovane e leggero, perché con quest’effetto super8 fa tornare indietro agli anni ‘70, perché riesce a fare comunicazione istituzionale senza scomodare i santi e i massimi sistemi. Semplice così come lo stile -sur la route- di Renault è sempre stato: povero e un pò snob con quella supponenza tutta francese che, in fondo, fa simpatia. Guardare tv commercial così ben confezionati (perché di confezione si tratta e non di big idea) è sempre un bene, sempre utile. Si tratta di cinema -piccolo- ma molto efficace. Non se ne può abusare ma, di tanto in tanto, rifarci, è buono.
Cliente: Renault
Agenzia: Publicis (adattamento italiano Publicis Roma)
Casa di Produzione: La Pac
Regia: Lieven Van Baelen
Musica: ‘I’m free’ – Rolling Stones
Che si tratti di una nuova trovata per fare impazzire ragazzine e ragazzini di tutte le età è lampante. ZeeBeez si propone di diventare il nuovo gioco-tormento delle città. In quella mezza palla super rimbalzante c’è tutta l’incertezza del nostro domani? O proprio la capacità di controllare l’esito del rimbalzone costituisce la nuova sfida per le generazioni destinate a governare il prossimo futuro. Schiocca e salta fino a un metro e ottanta d’altezza, promette il flash sulla confezione. Promessa o minaccia? Ne ho provata una (ZeeBeez, si dirà al femminile o al maschile?) e l’effetto immadiato è stato che non riesco più a smettere di giocarci (anche questo era previsto in etichetta).
Il tv commercial proposto arriva direttamente dalla Cechia (!?) e lo speaker è quello che è…Otoch…Rostoch…ZeeBeez:
Per chiunque stia resistendo davanti all’amato monitor e abbia ancora cuore di dare un’occhiatella al sito dell’ILAS (ricordatevi della Sezione Concorsi che può riservare sorprese piacevoli e sfide interessanti da cogliere), ecco una campagna stampa e tv che merita di entrare a far parte dei riferimenti buoni. Sarà perché è positiva e gaia, sarà che la colonna sonora è un sicuro inno alla “vita da artista”, sarà che la donna sirena del soggetto migliore della campagna stampa è particolarmente vicino alla mia visione della fantasia, di fatto è la “pubblicità” che più mi sento di scegliere come mio saluto prevacanziale.
Non è facile descrivere in maniera originale un “prodotto” così nobile e noto come la Toscana con tutta la sua storia e tutte le superarcidecantate peculiarità. Questa campagna ci riesce eccome! Poesia e sostanza si fondono costruendo un’immagine nuova, scegliendo un punto di vista diverso per ammirare un paesaggio cantato e decantato da secoli.

Riporto le scelte e i perché delle scelte di cliente e agenzia:
La filosofia.
Intercettare un desiderio, sedurre con immagini che costruiscono uno stato d’animo, un’atmosfera, inseguendo una figura femminile che entra lieve e flessuosa nella successione di inquadrature che rimandano a una Toscana come paesaggio dell’anima, come modo di vivere, di pensare, di essere, con riferimenti al vino e all’olio, alla gastronomia e alla campagna, all’arte, al mare e alle terme. «Il brand Toscana gode sicuramente di grande rispetto e prestigio. Ma iI nostro obiettivo è stato andare oltre: farlo diventare un “love mark”, cioè una marca di culto che non sia semplicemente indispensabile, ma anche irresistibile». Lo afferma il direttore creativo della campagna, Paolo Del Bravo (Agenzia Opera).
Agenzia: Opera
Direttore creativo: Paolo Del Bravo
CdP: The Family
Regia: Federico Brugia