

Quando c
Dietro quel vetro scorrono i nostri stessi pensieri. I soliti: chi siamo, dove andiamo… E anche considerazioni sul nostro modo di intendere il pensiero creativo. Guarda: due linee parallele che conservano la rispettiva distanza grazie alle traversine che ne scandiscono l’andare. La velocità cresce e le traversine scompaiono ma, ormai, le linee hanno imparato a correre l’una accanto all’altra senza avvicinarsi. Poi interviene qualcosa a frastornare questo andamento regolare, le linee s’incrociano, s’intrecciano e si confondono. Ancora qualche attimo e la situazione torna tale qual’era. Un percorso rettilineo, ordinato. Nella direzione che si era deciso fosse quella giusta. Come quando si sta lavorando a un certo progetto, che all’inizio si hanno le idee chiare e gli obiettivi definiti, poi le prime incertezze ci fanno trepidare e le alternative possibili si affacciano a cantare come sirene (!). Un guaio! Ma bello da vivere, ogni deviazione di percorso è ammessa, ogni sperimentazione, ogni intoppo può essere la scoperta di una cosa buona nascosta dietro un angolo che conviene smussare. Le immagini sono riprese dal finestrino del posto 41 della carrozza numero 8 dell’Intercity Roma-Palermo-Siracusa, sono le 7.45 , Dolores O’Riordan canta Carry On e, per fortuna, il treno ferma a Napoli.
Più vero di così! Il TV commercial per Audi RS4 è un vero capolavoro di equilibrio tra affermazione di superiorità tecnologica e attenzione alla sensibilità del più raffinato artista del volante. Mai prima di questo episodio c’era stato un tanto fortunato tentativo di fondere la credibilità di una marca automobilistica (tedesca) con un messaggio moderno così vicino alle questioni del sentimento. Designed to thrill è poesia e tecnologia, invenzione e precisione. Con un incredibile movimento da orologio svizzero le immagini accompagnano chi guarda in un universo mai visto fatto di ingranaggi radiografati magicamente nella natura umana. Una specie di registrazione del crescere di un’emozione ripresa direttamente mentre si sviluppa, lì dove si sviluppa: nei ventricoli del cuore, a fior di pelle, all’angolo dell’occhio. Dove sfugge una lacrima.
Un bel botta e risposta tra due grandi etichette che portano il mare sulla tavola degli italiani. Due immagini forti e suggestive per rappresentare il tonno il pesce più amato e mangiato dal Giappone alla Sicilia. “Acqua e sale. Il tonno nel suo ambiente naturale” titola il Consorcio e As do Mar risponde “In vetro tutto il gusto del tonno”. Sott’olio o in acqua e sale una bella campagna fa venire voglia di scovare ingredienti inaspettati e gustosi per cucinare nuove idee. La ricetta è sempre quella: semplicità e originalità.

Cliente: Icat Food – Consorcio
Agenzia: McCann-Erickson
Direttore creativo: Dario Neglia
Art director: Erick Loi
Copywriter: Francesca Pagliarini
Fotografo: Isd

Cliente: Generale Conserve
Agenzia: Lowe Pirella
Direttore creativo: Francesco Bozza, Umberto Casagrande
Art director: Paolo Montanari
Copywriter: Diego Fontana
Fotografo: Davide Bodini
Non è facile parlare di assicurazione con i giovani che guidano. E polizze, coperture e scadenze sono concetti distanti per chi apprezza la libertà assoluta del viaggiare in moto. In questa pagina pubblicitaria di Genertel colpiscono la semplicità dei testi -in cui si parla di amore e di futuro- e la visualizzazione centrata sul profilo di una ragazza che dichiara una forte personalità. Stavolta OlivieroToscaniStudio sceglie un tono diretto che pone in primissimo l’elemento che gode ogni giorno di una grande attenzione da parte dei media: il futuro. Un futuro che si può anche leggere come in futuro. La comunicazione promette che -in futuro- con Genertel ci sarà maggiore tecnologia nella gestione del rapporto fra l’assicurato e la sua compagnia, maggiore chiarezza ed elasticità, maggiore attenzione e più sicurezza nel servizio offerto. Mi pare una corretta miscela di elementi che agganciano emotivamente per poi introdurre gli argomenti più precisamente di prodotto.
Il mistero e il mito. Da quanti secoli l
Il ritmo del treno che scivola sulle rotaie diventa un gioco di ricordi. Basta poco a inventare un viaggio personale tra ricordi e previsioni, provate a costruire un vostro viaggio personale.
Fantastica: quando la pubblicità riesce ad esserla il popolo della tv entra in un’altra dimensione, quella della poesia e del piacere di vivere il dolce sogno dell’immaginario e del bello. Il ritorno sul piccolo schermo del commercial di Reale Mutua ambientato nel Circo riempie di felicità, 15” soli per tornare bambini o per essere contenti di esserlo ancora. Vi propongo il probabile director’s cut in cui ci sono tutti i personaggi e le situazioni che la produzione originale prevedeva, la qualità non è granché ma il godimento è massimo. “Parte del tuo mondo fantastico” questo è il claim che chiude il minuto di spettacolo. In una banca che parla con tanta dolcezza al suo pubblico, viene voglia di entrare per vedere com’è. In un mondo così, chi non vorrebbe passarci almeno una delle sue vite.
E a proposito di fantastico vi mostro questo commercial per Earthlink, un provider americano per internet.
Per chiudere questo primo viaggio, vi accompagno nel teatro leggero e poetico dei clown: quando gli angeli non volano bisogna rimanere a naso in su per un po’ a scoprire perché.
Questo è il titolo del fantastico spettacolo da cui è tratta la breve sequenza degli angeli misteriosi con aureole e tute bianche che compaiono nell’articolo La parte fantastica del tuo mondo. Strange Games è stato ideato da Vladimir Olshansky, in passato guest artist del Cirque du Soleil e clown in giallo in The Snow Show di Slava Polunin. Vladimir e i suoi partner, Yuri Olshansky e Luciano Pastori, ripercorrono l’universo della commedia dell’arte colorandolo con suoni e atmosfere metafisiche dai toni ora beffardi e ora splendidamente poetici. Questo è il tocco tipico e spiazzante della scuola russa che si miscela e trova equilibrio in un sapore tutto mediterraneo. The Snow Show mostra quanto può essere spettacolare la partecipazione del pubblico al gioco degli artisti sul palco. Vale la pena di vederne una sequenza.