Blog! di Tonino Risuleo
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Piuma leggera
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Sono sempre contento quando sogno un po’. A sfogliare le pagine dei giornali non sempre ci si riesce ed è bello quando a venirti in soccorso è proprio la pubblicità.

Questa pagina di Korean Air è un contributo di ottimismo leggero con questa grande piuma celeste che evoca mete lontane e questa promessa chiara (e ambiziosa) che invita alla libertà immediata. Così si può andare, staccarsi da qui. La pubblicità, in fondo, questo deve fare, una promessa, ed essere in grado di mantenerla. Gli aerei della Korean Air in quei posti ci vanno davvero e ce lo dicono con un aiku di tre parole sole. L’agenzia di pubblicità che ha inventato la campagna per tutto il mondo è la LG Advertising di Seoul in Corea, appunto. Qualcuno poi, in Italia, l’ha tradotta per noi.


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Abili e coscienti
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Questa campagna del Ministero delle Pari Opportunità mi piace. Lo dico perché la trovo giusta nel senso più pieno della parola. Se ho capito bene il brief e l’obiettivo della comunicazione (tento uno di quegli esercizi che si definiscono di copy analysis), qui si vuole comunicare al mondo dei cosiddetti abili che quello dei disabili è altrettanto complesso e sfaccettato. Semplicemente questo. Non c’è trucco e non c’è inganno (o richieste di sottoscrizioni o raccolta di donazioni), si pone solo l’accento -contando su un attimo d’attenzione- sul fatto che sopra a quelle sedie ci scarrozzano degli umani, meno (o diversamente) abili, ma con lo stesso carico e la stessa carica di umanità, di emozioni, di pulsioni e desideri. Con altrettanti traguardi da raggiungere o anche, semplicemente, giornate da vivere come meglio si può. Esattamente come tutti sulla faccia di questa nostra tosta terra. Il titolo è chiaro e non nasconde alcun “secondo livello”: Nel mondo di una persona con disabilità c’è molto di più di quello che vedi. Mi pare un chiaro invito a sospendere per un attimo l’approccio più superficiale e pietistico alla cosa e utilizzare un cucchiaino d’intelligenza per “guardare” il tutto con la dovuta cura illuminante. C’è solo buonsenso in questa paginetta col fondo bianco, il disegno in cui l’immoto pittogramma  si decide a prendere la via, non è la cronaca di Lazzaro che rivivisce, è semplicemente la visualizzazione di quello che c’è scritto nel titolo. Un aiutino per chi ancora non vuol capire il senso della comunicazione. E ben per quello lo stile della stessa è elementare, didascalico. Si limita a presentare il tema senza gli eccessi di interpretazioni spettacolari ed effettoni estetizzanti. Fra l’altro, per i duri di comprendonio, ci sta pure il pay off che sottolinea che le abilità diverse sostengono comunque la stessa voglia di sentirsi vivi e di vivere. Non è poco e non è neanche così comune per queste campagne d’informazione e/o di sensibilizzazione che arrivano dai nostri Ministeri e Presidenze varie. Peccato non riuscire a capire chi siano stati gli artefici, oltre al Ministro e il suo entourage, di questa corretta comunicazione. Ho cercato di capire quale fosse l’agenzia incaricata ma non ci sono riuscito. Pazienza.


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Miss Oni
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Altissima, lievissima, magrissima.

L’evidenza dell’eleganza è la cifra distintiva di questa immagine che Missoni sceglie per presentare la sua “collezione giovani”. La campagna è perfetta -nel suo genere- e l’eterea figurella rimanda alla rarefazione e all’essenzialità di uno stile raffinato e della “misura” calibrata di un’asciutta proposizione che non indugia in fronzoli e mostra lo stile esclusivo della Casa. Nel colore e in ogni dettaglio si segnala la finezza del disegno e la ragione del progetto. Sembra pure, però, il segno dei tempi. La diafana silhouette che si staglia sul fondo bianco della pagina è un chiaro monito per chi guarda: è finita la baldoria della pasta imbottita! E se ne rende conto anche la giovane interprete della vicenda che, malferma sui lunghi arti inferiori che stentano a trovare il giusto equilibrio sulle zeppe di cartone, brancola incerta in preda a una chiara crisi di fame degna di un ciclista sulla discesa del Tourmalet. Barcolla, si tiene la mano sulla fronte, lo stomaco le si stringe in un ultimo tentativo gastrico e, in cuor suo, pensa “stavolta è proprio finita, da qui non ci scendo”.


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Pelle parlante
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Nicolai Lilin è nato nel 1980 a Bender, in Transnistria. Nel 2003 si è trasferito in Italia. Nel 2009 pubblica per Einaudi “Educazione siberiana”, il suo primo romanzo, scritto direttamente in italiano. Attualmente tradotto in 14 lingue e in via di distribuzione in 20 paesi, Educazione siberiana diventerà anche un film di Gabriele Salvatores prodotto da Cattleya. Nel 2010 esce il suo secondo romanzo, “Caduta libera”, per la stessa casa editrice. Oltre a dedicarsi alla scrittura, Nicolai Lilin scrive per L’Espresso, insegna letteratura e si occupa di eventi culturali per un’associazione piemontese. Tra le sue attività ricordiamo anche quella di tatuatore, avendo studiato per tanti anni i tatuaggi della tradizione criminale siberiana e imparato le tecniche e i codici complessi che li regolano.

La biografia di queso giovane autore è così riassunta sul suo sito www.nicolaililin.com ma, sulla sua pelle, un fitto racconto di segni e disegni rimanda a una cultura molto particolare fatta di durezza, violenza ed emarginazione. Lilin ha conosciuto nelle sua giovane vita ogni sorta di esperienza estrema: la deportazione, il carcere duro (dove ha appreso l’arte del tatuaggio, antico sistema di comunicazione dei “criminali onesti” di quelle latitudini) e la guerra sporca di Cecenia dove è stato tiratore di precisione, killer, insomma, cecchino appostato nell’ombra, pagato per eliminare obiettivi umani. Un pedigree terribile di cui è difficile liberarsi, impossibile da modificare. Lilin lo sta facendo con la letteratura e l’impegno sociale, e con tanta fatica. Perché, anche quando la propria storia è incisa sulla pelle a caratteri indelebili, disporsi ad affrontare percorsi diversi, e migliori, è sempre possibile.


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Tono di voce
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Senza troppe parole di accompagnamento, ecco un piccolo esempio del potenziale espressivo che un’immagine è in grado di esprimere. Con la tavolozza o con la tastiera di cui si dispone -grazie a ogni campitura di colore e a ogni sfumatura- si riesce sempre a creare la giusta “temperatura” che fissa il codice di lettura del messaggio che si sta dando.

In questo c’è la delicatezza di un profumo sottile:

E qui, invece, vediamo la forza del pugno fatta manifesto:


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Red room
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Perché questa stanza vuota fa tanta impressione? Forse per la ipnotica moquette a zig zag o per quello che s’immagina possano nascondere le pesanti tende che chiudono la prospettiva sui tre lati? Ecco Lynch, il genio che spiazza e che inquieta, il raccontatore obliquo che confonde e conturba. Nei primi anni ‘90, il suo Twin Peaks televisivo, ha costretto una intera generazione sui divani di casa in attesa che dallo schermo uscissero le sue visioni. La provincia americana non era mai stata così vicina e tanto pericolosamente affascinante. Costruire mistero in una stanza vuota è capacità rara. Lynch lo fa e lo rifà (nel set del Club Silencio di Mulholland Drive) senza tregua, per rendere ancora più insonni le notti insonni di chi ama perdersi in fantasie che puzzano di vero. Poi lo spazio si anima un poco, qualche figura compone un gruppo immoto di anime perdute che oscillano tra i Fantasmi di Eduardo e le Persone di Balthus. Che spettacolo la visione degli artisti!

Eduardo sappiamo chi è, allora, poche parole su Balthus. Nato nel 1908, cresciuto in una famiglia d’artisti la cui casa è frequentata da scrittori come André Gide e Jean Cocteau. Nel suo lavoro ci sono i segni di numerose influenze, tra cui gli scritti di Emily Brontë, (nel 1934 ha illustrato con disegni a penna su carta il romanzo Cime Tempestose), gli scritti e le fotografie di Lewis Carroll, i dipinti di Masaccio, Piero della Francesca, Simone Martini, Poussin, Jean Etienne Liotard, Joseph Reinhardt, Géricault, Ingres, Goya, Jean-Baptiste Camille Corot, Courbet, Edgar Degas, Félix Vallotton e Paul Cézanne. In ambito musicale il suo compositore preferito fu Wolfgang Amadeus Mozart. In Svizzera nel 1932 conosce alcuni surrealisti: Breton, Eluard, Giacometti. La conoscenza di questo nuovo movimento nato a Parigi nell’immediato dopoguerra si era sviluppato attraverso i manifesti concepiti da Andrè Breton tra il 1925 e il 1930. E l’atteggiamento surrealista segna lo sviluppo della ricerca di Balthus e la sospensione del tempo e del sogno, elementi tipici della corrente artistica, si riscontrano nei lavori che l’artista esegue nella prima metà degli anni 30.


Articoli
“Portfolio Night”
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“Portfolio Night”: sono 38 le capitali mondiali dell’advertising che il 20 maggio ospitano l’ottava edizione. Milano è una di queste.
Portfolio Night è un evento in cui i giovani aspiranti copywriter, art director e designer della pubblicità possono incontrarsi con numerosi creative director in una sola serata e ottenere una “revisione e commento” del portfolio, fare networking e magari essere reclutati al volo da una delle più importanti agenzie di comunicazione. La serata è stata scherzosamente chiamata “speed–dating per creativi”, ma in realtà è molto di più. Negli otto anni dalla sua nascita, Portfolio Night è cresciuta fino a un evento mondiale, raggiungendo tutti i continenti, in una serata in cui i migliori del presente incontrano il meglio degli anni a venire.
Portfolio Night riunisce migliaia di giovani creativi, centinaia di direttori creativi, decine di agenzie nelle città di tutto il mondo, e un ristretto numero di partner a livello mondiale, il tutto in un unico evento in tutto il pianeta.
Per gli studenti e i “junior” che già hanno concluso il percorso scolastico è un’opportunità unica di incontrare quei direttori creativi che altrimenti non avrebbero mai occasione di vedere (e tutti nella stessa serata!) per avere preziosi consigli su come rendere più “shine” il loro portfolio. Ai più dotati e preparati, spesso capita di ricevere anche un’offerta di lavoro seduta stante.
Per i direttori creativi è una perfetta opportunità di guidare i primi passi dei futuri copywriter, art director, designer… Ma ogni anno, in ogni città, ci sono alcune gemme tra i giovani creativi che potrebbero rivelarsi perfetti da inserire in una squadra. Portfolio Night diventa quindi uno strumento fondamentale nel reclutamento di nuovi talenti.
Organizzato da ADCI Art Directors Club Italiano, col supporto di NABA Nuova Accademia di Belle Arti e di PROMOCARD, l’evento milanese si terrà il prossimo 20 maggio in via Carlo Darwin 20, presso il NABAR, nel campus della NABA.
La serata inizierà alle 17:30 con la registrazione dei partecipanti, per proseguire dalle 18:30 a un ritmo preciso e ben scandito, con colloqui a rotazione di 15 minuti l’uno, in modo che i giovani creativi possano incontrare almeno 3 direttori creativi nel corso della serata.
Sono 24 i direttori creativi che parteciperanno alla manifestazione, a rappresentare quasi tutte le principali agenzie di pubblicità e comunicazione italiane e internazionali:
Flavio Mainoli – Creative Director – JWT
Chiara Castiglioni – Creative Director – McCann Erickson Italia
Alessandro Orlandi – Creative Director – Saatchi & Saatchi
Corrado Cardoni – Creative Director – Leo Burnett
Francesco Emiliani – Executive Creative Director – Grey Group
Erick Loi – Creative Director – Euro RSCG
Francesco Guerrera – Executive Creative Director – Tbwa
Giandomenico Puglisi – Executive Creative Director – Cayenne
Stefania Siani – Executive Creative Director – Dlvbbdo
Serena Di Bruno – Creative Director – 1861 United
Vicky Gitto – Executive Vice President and Group Executive Creative Director – Young & Rubicam
Francesco Bozza – CEO and Executive Creative Director – Bcube
Francesco Taddeucci – Executive Creative Director – DDB
Giuseppe Mazza – Executive Creative Director – Tita
Federica Ariagno – Executive Creative Director – AUGE
Maurizio Maresca – CEO and Creative Director – Arnold Worldwide
Alex Brunori – Executive Creative Director – MRM Worldwide
Matteo Righi – Digital Creative Director – Wunderman (Y&R Brands)
Vincenzo Gasbarro – Executive Creative Director – M&C Saatchi
Maurizio Sala – Partner and Executive Creative Director / Digital Comunication Adviser – Bitmama / Armando Testa
Sofia Ambrosini – Partner and Creative Director – WLF (Brand Portal Network)
Stefano Rosselli – Executive Creative Director – Leagas Delaney
Patrizio Marini – Executive Creative Director – Publicis
Roberto Greco – Executive Creative Director – Ogilvy & Mather
Per partecipare, occorre registrarsi sul sito www.portfolionight.com/8 e acquistare online un “biglietto” da 25 Euro. La vendita dei biglietti serve a coprire una piccola parte delle spese organizzative che sono sotenute da ADCI, NABA e PROMOCARD.
I posti a disposizione sono solo 72 e vale la regola del “chi primo arriva…”. Il biglietto, dà anche l’opportunità a chi è ancora studente di iscriversi all’ADCI, basterà infatti aggiungere altri 15 Euro per arrivare alla quota associativa per gli “Studenti ADCI” che è di 40 Euro.


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La testa da un’altra parte
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“Ohiii… mi senti?!” Quante volte siamo stati così richiamati dal partner, dal genitore, dal professore, dal capo sezione. Che ha poi immediatamente aggiunto “Che hai la testa da un’altra parte?” Accusa terribile e assolutamente fondata. Sta nell’animo e nella sensibilità del soggetto umano che, suo malgrado, ha scelto di dedicare ogni sua energia alla ricerca dello “spunto” originale e del modo per farlo decollare per raggiungere l’alta vetta dell’IDEA CHE FUNZIONA. Mestiere duro avere la testa da un’altra parte: sempre in caccia, alla ricerca di altro, nella perenne distrazione. Il percorso rettilineo è il più breve e ha il difetto di portare in fretta al traguardo senza mai porre attenzione al crocicchio dell’intuizione. Questo mi fa venire in mente una ricerca di un tal Donald Griffin, naturalista e studioso della mente animale. Riporta Danilo Mainardi – nostro maggiore etologo e capace divulgatore – che nella metà degli anni ‘50 dello scorso secolo, preso dallo studio del comportamento dei pipistrelli, l’inglese, si ritrovò a doverne catturare un certo numero di esemplari. L’operazione si rivelò molto facile. Gli bastò sistemare una rete a maglie finissime all’ingresso della spelonca abituale ricovero diurno delle bestioline. E il famoso sonar dei piccoli mammiferi volanti, vi chiederete voi? La loro proverbiale capacità di inviare impulsi per intercettare gli ostacoli? Griffin pure si pose la stessa domanda. E  poi, da studioso qual’era, scoprì la risposta. Aveva creduto, in un primo momento, che, giunti in prossimità della loro destinazione, le bestiole disattivassero il loro congegno sonar. Poi, approfondendo, scoprì che la ragione della defaillance era che, conoscendo perfettamente l’ingresso del loro domicilio, i pipistrelli, fossero semplicemente distratti: avevano la testa da un’altra parte!

E l’uomo pipistrello?


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Layout approvato. E adesso comincia il bello. Come si fa a valorizzare un’idea proposta al cliente aggiungendo altra qualità al messaggio per “colpire al cuore” il consumatore? Non sempre è facile e non sempre si è fortunati.
Alla fine degli anni ‘80, virtuoso art director della TBWA, ho avuto il piacere di partecipare alla creazione di una grande campagna pubblicitaria per la pasta “La Molisana”. Che ghiotta opportunità! Dopo anni e anni di automobili e benzine, assicurazioni e banche, finalmente… CIBO. L’avevo sentito esclamare a Johnny Westmuller/Tarzan in un vecchio film in bianco e nero e immediatamente l’avevo pensato accogliendo la notizia dell’imminente incontro con la famiglia degli antichi mastri pastai. Tornando subito al fatto: a campagna approvata c’era da selezionare il fotografo giusto per ricreare l’atmosfera evocata nella visualizzazione (il cliente aveva visto solo un’illustrazione nel layout) e ricostruire il calore della situazione “raccontata” nel soggetto per i periodici. Riunioni con art buyer e agenti fotografici, ore trascorse a sfogliare (eh si!) portfolio sontuosi e ricchi di immagini incredibilmente belle. Scatti sapienti e patinati, colori e, tutta la gamma dei grigi. Un vero privilegio essere esposto al tanto talento profuso in quelle foto. Poi, improvvisa, la folgorazione: un’istantanea semplice semplice filtrata dallo sguardo leggero del signor Ben Oyne, fotografo scandinavo poetico e dolcissimo; un omone di due metri capace di girare film che durano un solo fotogramma. Era lui il mio fotografo! Purtroppo la foto per la famiglia di pastai non so più dov’è finita ma invece ho ritrovato quell’istantanea semplice semplice. Eccola.


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La campagna pubblicitaria firmata da Armando Testa per il Motor Show di Bologna del 2009 parte in quarta sui toni spicci cari agli appassionati di ruote e motori. Il concept creativo utilizza la metafora del gioco, con il claim “Venite a giocare”, per mostrare i principali elementi di richiamo: le automobili e le moto e rivisitare in chiave ironica e giocosa il luogo comune “donne e motori”.
Nel soggetto stampa e affissione ci si cala infatti in un ambiente dal sapore retrò dove i giocattoli, in versione cartoon per enfatizzare l’idea del “tornare bambini”, si animano e giocano a prendersi sul serio. Nel visual sorprendiamo una bambola in minigonna e tacchi alti che posa da modella accanto alla sua coloratissima spider di latta secondo gli sperimentati clichè delle foto da calendario per officine. E così la simil-barbie diventa una spericolata bambola dei desideri per i grandi bambocci al volante. Un gioco che si fa subito duro e che l’Armando Testa style risolve con il solito graffio per niente maldestro.


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