Così bella che è vera. Una promessa assai impegnativa. Cioè, alla prima parte ci possiamo pure credere per tutto ciò che abbiamo visto accadere nel corso dei secoli e segnare la cultura di questi luoghi e di questa gente. Quella tanto citata Miseria e la Nobiltà che costituisce la miscela o il brodo il cui sapore s’accresce, evolve (ma si affina?) con l’aggiunta di nuovi ingredienti. E questa campagna dedicata a Napoli e alle sue magie è davvero ricchissima di potere evocativo; le immagini di Eugenio Recuenco (www.eugeniorecuenco.com) sono tali da riuscire trascinare nel vortice del glamour anche lo scugnizzo che si trovasse a passare di là. Troppo bello, forse, o invece il sospetto che non sia poi, alla fine, così vero? La campagna ha suscitato molte polemiche come sempre succede quando si vanno a toccare i valori assoluti. Provate a fare un giro sulla rete per leggere e prendere la vostra personale pure posizione.
Cliente: Regione Campania
Agenzia: JWT Roma
Direttore creativo: Pietro Maestri
Art directo: Fabrizio Grillotti
Cpoywriter: Alessandra Amigoni
Fotografo: Eugenio Recuenco
Ogni tanto fa piacere mostrare qualcosa a cui si tiene tanto. In questo caso una vecchia affissione per la Esso Italiana che rilanciava il prodotto leader della gamma olii lubrificanti: il Super Oil. Correva l’anno… Ma perché riportare questi particolari senza importanza! Erano certo anni felici per la pubblicità italiana e il sole caldo del business scaldava il mercato. Allora, per non perdere il momento buono e sfruttare la predisposizione all’allegria che regnava anche presso i severi e attenti ingegneri petroliferi, la McCann di allora portava in presentazione un soggetto di ispirazione regionale preteso dall’art director filo partenopeo Tonino Risuleo. La campagna godeva di una vasta gamma di diverse proposte; una ventina in due anni di pianificazione per un vero spettacolo di colori e di spensierata follia. C’era perfino un poster tridimensionale con un’auto vera segata a metà che, di tanto in tanto, apriva il cofano e sbuffava fumo. Questa che potete ammirare qui sotto fa riferimento all’impalpabile confine tra bugia e verità. La pubblicità non vive sempre di quello?
Cliente: Esso Italiana
Agenzia: McCann Erickson Roma
Direttore creativo: Oscar Molinari
Art director: Tonino Risuleo
Copywriter: Oscar Molinari
Illustratore: Valerio Tozzi
Sarà merito della caffeina -che sicuramente è parte della formula- o della proverbiale fantasia dell’ottimista? Coca-Cola predispone il plot classico del sonnambulo collocandolo però in un contesto extra urbano che poco ha a che fare con il solito “mondo” della frizzante per eccellenza. Niente torme di giovani grunge, niente cartoni irriverenti. A occhi chiusi un ignaro assetato attraversa la savana costeggiando orridi baratri e imbattendosi in fiere e placidi giganti, con la sconsideratezza dell’assente. Il suo obiettivo è lì, nel fridge in fondo alla cucina, e poco importa se tra la meta e il suo passo felpato di ciabatta il rischio è, di continuo, al fianco del deambulante. Ma come scrivono bene le sceneggiature ‘sti americani! E per la musica -per star sicuri- si affidano a un classico: Ravel, con il suo e intramontabile Bolero, contrappunto ideale per un commercial che scivola leggero senza sobbalzi scomodi. Per non disturbare chi ama cullarsi sul bordo dell’oblio.
Cliente: Coca-Cola Company
Agenzia: Wieden & Kennedy, Portland
Direttore creativo: Hal Curtis
Art director/copywriter: Dylan Lee & Patty Fogarty
CdP: Anonymous Content
Regista: Garth Davis Musica: Bolero, Ravel
Montaggio: Kirk Baxter @ Rock Paper Scissors
Spazi liberi e felicità di liberare un’energia senza freni. E chi ci può fermare. È proprio bello usare tutta la vitalità di cui si dispone senza la paura di doversi fermare. Uno script volutamente scarno che sfrutta i clichè e mette in campo un’ironica ovvietà: movimento è vita. Il piacere di andare non conosce confini lungo qualsiasi strada e su qualunque terreno. L’amarezza arriva alla fine. Anche alla periferia dell’universo c’è un malfattore pronto a guastarti la festa. È una maledizione e l’antifurto è un must.
Cliente: Bridgestone Tires
Agenzia: The Richards Group, Dallas
Direttore creativo: Glenn Dady
Art Director: Jimmy Bonner
Copywriter: Rob Baker
CdP: Rattling Stick, London; Epoch, NY/LA
Regista: Daniel Kleinman
Fotografia: Paul Cameron
Montaggio: Steve Gandofi @ Cut + Run
VFX & Animation: Framestore, NY
Musica: House of Pain
Sound Design: Rohan Young/Lime
Benvenuti a casa vostra. A tutti e ventinove circa che siete. Quest incontri del venerdì sono cominciati come si deve e spero che continuino pure meglio. Per dirne ancora una, mi aspetto che il prossimo venerdì (il 15) ognuno di voi verrà bussando con i piedi, come si dice. Portate robba! Pensieri, parole (emozioni), disegni, foto di famiglia… Tutto quello che volete. La vivacità delle due ore a nostra disposizione dipende anche da voi. Noi (sempre con il nos maiestatis), ci metteremo tutto quello che abbiamo e voi avrete da metterci senz’altro di più. Intanto mercoledì incontrerete Fulvio Iannucci che vi parlerà in maniera approfondita di spot per la tv: cosa sono e come si fanno. Preparatevi domande e cercate di sfruttare tutta la sua esperienza nel campo.
Per ora è tutto.
Ancora un grazie a Vicky “the Voice”.
Benedetti russi! Sarà il per consistente consumo di vodka, sarà per il freddo o la voglia di farsi perdonare un passato odiato e amato. Sta di fatto che non di rado ne piazzano una buona. Sul terrore del dentista si è scritto e visto di tutto: provate a dare un’occhiata alla sequenza de “Il maratoneta” in cui Dustin Hoffman capita sotto il trapanello del dottor Olivier che gli chiede con insistenza “… è sicuro?” Così, in questo simpatico pezzo di merchandising, Oral-B vuole rassicurare i pazienti con lo smagliante sorriso osseo sulla mascherina griffata della bella assistente russa e bionda. Funzionerà? Mah. Comunque… Cheese, please.

Cliente: Oral-B
Agenzia: TNC Brands Ads (Leo Burnett), Moscow
Direttore creativo: Alexey Zhuchkov, Alena Plankina
Designer: Andrei Livshin, Irina Abramova
Eccola la sequenza minacciata.
Una gustosa serie di cartoline Promocard dedicate al problema del riscaldamento della Terra (Stop Global Warming). Se un difetto ce l’ha è che in un mondo che rischia di far cuocere a puntino tante succulente leccornie, ognuno di noi -in fondo- sarebbe disposto a viverci. Buon appetito.
I responsabili della spedizione (bravi) sono Livia Gerosa e Caterina Calabrò (art e copy) con la direzione creativa di Puglisi e Tumiatti per l’agenzia Cayenne Italia.

Altri due soggetti li racconto tanto è facile configurarseli! In uno si vede un bel nido, ma al posto degli uccelletti col becco spalancato ci stanno un paio di uova all’occhio di bue. Nell’altro c’è una nobile pannocchia di granturco che non diventerè mai polenta: i suoi chicchi gialli, già leggeri e spumosi pop corn. Pop!
Quando si dice la forza di volontà! Il desiderio gli è parente stretto. In questo tv commercial di alcuni anni or sono, la Euro RSCG di Milano, ha raccontato la cocciutaggine fattuale di un giovane indiano che cerca a tutti i costi di guidare la vettura che ha sempre sognato e di cui, ora, ha trovato l’esatta descrizione. Vuole far assomigliare la sua vecchia carretta proprio a quella del sogno. E per rendere reali i sogni non serve il denaro, basta inventiva e senso pratico. Forse con il contributo di una lattina di Red Bull il giovanotto dall’aria stralunata si butta a stimolare prima la mente (il progetto) e poi il corpo (l’esecuzione). A distanza di un bel pò di tempo una comunicazione gustosa e sempre attuale.
Dagli insostituibili Ciprì e Maresco ci arriva questo documento fondamentale che impressiona per attualità e profondità. Sarà forse troppo tendente all’autoriale, sarà eccessivamente spietato per come incide con la sua forma di poesia alta le problematiche contemporanee, è comunque una realizzazione capace di mostrare gli aspetti controversi del tempo cui viviamo.
Chi è il carnefice e chi è la vittima? Chi morde e chi è morso? Forse questo neanche più importa. Importa saper dire pane al pane. E al vino?
Buona visione.
Daniele Ciprì (Palermo, 1962) e Franco Maresco (Palermo, 1958) iniziano la loro collaborazione nel 1986 presso la televisione locale TVM. Nel 1990 esordiscono con Cinico TV a Fuori Orario, per poi passare a Blob e Avanzi.
Disperazione. Preda. Sporcizia. Paura. Abbandono. Collera. Incertezza. Aggressione. Sofferenza. Inadeguatezza. Branco killer. Choc. Rabbia. Analizzate con attenzione le parole che commentano le immagini dei telegiornali di questi giorni. Si parla di cani, resi randagi dall’incuria degli uomini che li desiderano, non li amano e li abbandonano. Pare che “la lotta per la sopravvivenza li fa diventare aggressivi” e pare che sia “la nuova emergenza nel nostro paese, specie a sud”. Alla fine si tratta di quello: masnade di balordi sbandati che perdono il senso della realtà (loro e altrui) e si buttano nel caos del momento che è quello che è. Alla rinfusa. E, dopo aver guardato i telegiornali, guardatevi attorno: automobili guidate da ubriachi lanciate a velocità supersonica a caccia di pedoni, energumeni cocainomani che si scalciano sugli autobus e nelle code alla posta. Guardate, le torme di umani resi pazzi dall’invidia per quello che vedono ogni sera nei varietà e sulle pagine delle riviste di “fatti degli altri”: si azzannano, a sud come a nord, bramando di più. Gli euro sono pochi e i desideri troppi. Catastrofe! Emergenza emergenza.

