I 140 esperti dell’Osservatorio permanente per il Design ADI selezionano i migliori prodotti del 2009 realizzati da progettisti, imprese ed istituzioni, in base a tre tipi di commissioni, Territoriali, Tematiche e con un Comitato di Selezione finale che individueranno su scala nazionale i prodotti da pubblicare sul volume annuale ADI Design Index, che, inoltre, costituisce la preselezione per il Premio Compasso d’Oro nel 2011 ( in base ai prodotti pubblicati su ADI Design nel 2008, 2009, 2010 ). Le categorie relative alla comunicazione visiva presenti sono: Exhibition Design, con allestimenti, mostre, fiere, eventi; progetti editoriali di storia, critica e teoria del Design; ricerca per l’impresa e per la sezione Young Design, ricerche di laurea o di diploma. L’Adi Design Index ha come finalità quella di promuovere e valorizzare su tutto il territorio italiano la qualità del design e delle nuove tematiche collegate ad esso, contribuisce a diffondere la cultura del progetto e attraverso il Premio Compasso d’Oro, che gestisce dal 1956, designa l’eccellenza e il prestigio della progettazione e del design su scala internazionale. Scade il 10/03/2010.
L’11 febbraio avrebbe compiuto 70 anni. In occasione di questo anniversario, a 10 anni dalla morte di Fabrizio De André, presso l’Ara Pacis di Roma Studio Azzurro gli dedica una mostra interattiva e multimediale che racconta vita, musica, esperienze e passioni del grande cantautore genovese. La mostra approda a Roma dopo essere passata da Genova e Nuoro, Liguria e Sardegna. La prima, terra di nascita e d’appartenenza culturale, riscoperta nel profondo delle sue radici dopo un altissimo percorso poetico-musicale, la seconda, la Sardegna, terra d’adozione, anch’essa amata e vissuta nelle sue più recondite reminescenze folkloriche, linguistiche e culturali. Sarebbe riduttivo definire Fabrizio De André un cantautore, etichettarlo con queste semplici parole. Poeta, scrittore, artista, egli non si limitò soltanto a scrivere testi e musica. Egli fece molto di più, dandoci un patrimonio di immenso valore, sempre attuale che sono le parole, la musica, in continua trasformazione, in divenire perpetuo, in un percorso artistico in cui arte e vita si intrecciano. La mostra che Studio azzurro propone attraverso una narrazione virtuale racconta la vita, la musica con i temi della poetica di De André, la società del benessere e il boom economico degli anni 60, gli chansonnieres da cui attinse con grande maestria, gli scrittori, gli emarginati e i vinti, le donne, l’amore, la cronaca, i luoghi della sua vita. La mostra è divisa in 6 percorsi, Genova, l’amore, la guerra, la morte, l’anarchia, gli ultimi. Il tutto raccontato per immagini fotografiche, filmati, semplici bigliettini, testimonianze della vita intrecciate con l’opera, che aiutano, alla fine del percorso espositivo, lo spettatore a scegliere quale immagine di Faber portare con sé. La mostra è curata da Vittorio Bo, Guido Harari, Vincenzo Mollica e Pepi Morgia, ideata da Studio Azzurro, è promossa da Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali, Fondazione Fabrizio De André onlus, Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Zètema Progetto Cultura.

Allo Gnam di Roma arriva puntuale con i tempi una splendida mostra dedicata alle artiste delle avanguardie. Puntuale perché in questo momento l’interesse internazionale verso il panorama artistico femminile è fervente. L’arte femminista è qui raccontata attraverso 200 opere di 17 artiste, più o meno conosciute al grande pubblico, come Cindy Sherman, Ana Mendieta e Valie Export. L’arte che vediamo al Gnam è un arte femminista, concepita negli anni ’70 del secolo scorso, anni percorsi da profondi cambiamenti culturali e sociali. In questo caso i temi affrontatati dalle artiste riguardano il corpo, l’identità femminile, la differenza uomo-donna affrontati con la ricerca di linguaggi nuovi mediante riferimenti surrealisti e concettuali. La mostra è realizzata dalla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma in collaborazione con la Sammlung Verbund di Vienna da cui provengono moltissime opere, qui collezionate a partire dal 2004. Le artiste che espongono sono: Helena Almeida, Eleanor Antin, Renate Bertlmann, Valie Export, Birgit Jürgenssen, Ketty La Rocca, Suzanne Lacy, Leslie Labowitz, Suzy Lake, Ana Mendieta, Martha Rosler, Cindy Sherman, Annegret Soltau, Hannah Wilke, Martha Wilson, Francesca Woodman, Nil Yalter.

Anche quest’anno James Dyson, ingegnere e designer, organizza il concorso per giovani, aspiranti designer. Dyson organizza il concorso dal 2002, attraverso l’omonima fondazione e chiede ai giovani di tutto il mondo soprattutto soluzioni e idee improntate all’ecosostenibilità e alla tecnologia, che risolvano i problemi del quotidiano. Dyson, tanto per ricordarlo, è l’inventore del primo aspirapolvere senza sacchetto. Il premio non consiste in un’onorificenza ma in un finanziamento utile alla trasformazione del proprio progetto in realtà ed è stabilito nella cospicua cifra di 20mila sterline, di cui diecimila al designer e diecimila al laboratorio che il designer indicherà per lo sviluppo del progetto. I paesi ammessi al concorso sono 17 e visionabili sul sito, su cui si potrà caricare il progetto partecipante. La premiazione avverrà il 5 ottobre 2010 e i vincitori potranno, inoltre, visitare la sede inglese e malese del dipartimento di design della Dyson.
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